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ALLE SOGLIE DEL GINNASIO

Consigli per chi affronterà il quarto ginnasio

Bisogna essere fieri della schiera di quattordicenni che, sviando le lusinghe di indirizzi più semplici e attuali, affolleranno anche quest’anno le aule dei ginnasi. Non li ha spaventati la prospettiva di uno studio matto e disperatissimo, la fama di “secchioni” che li accompagnerà da parte degli studenti di altre scuole, l’apparente anacronismo delle discipline di indirizzo.

La vita premierà questa scelta: ai posti di comando si ricordano ancora i tempi del liceo, non quelli di volgari avviamenti professionali, la capacità di meditare e ragionare che, per il tramite delle lingue classiche,i nostri ginnasiali acquisiranno sarà loro patrimonio perpetuo, le migliori e più svariate università non costituiranno problemi per loro.

Il greco, in particolare, è la disciplina completa per eccellenza perché unisce al rigore logico- matematico delle regole grammaticali una notevole creatività. Compendia il meglio delle materie letterarie (aprendo il sipario su un mondo suggestivo e fecondo di idee come quello ellenico), ma le razionalizza nella logica delle desinenze, nella scelta lessicale etc.

Non è una disciplina che si studia per accumulo di informazioni, ma per compenetrazione e interiorizzazione di tecniche. Paradossalmente, perciò, studia di più chi rende di meno, cioè chi non ha compreso il meccanismo di traduzione.

Purtroppo, difficilmente la scuola aiuta a districare il broglio delle traduzioni, per una serie di motivi: innanzitutto perché si tiene in scarsa considerazione la difficoltà di impatto con un alfabeto diverso, aggravata dal fatto che gli alunni più promettenti l’hanno interiorizzato autonomamente durante i mesi estivi. Pertanto, il primo passo per un brillante ginnasio è cominciare da oggi ad aprire la prima pagina del libro di testo e studiare l’alfabeto.

Poi, si fa troppo uso del vocabolarietto a tergo del libro degli esercizi, il più deleterio degli strumenti forniti, fin troppo tollerato dagli insegnanti. Poiché questo vocabolarietto diventa rapidamente inadeguato, lasciando gli studenti nell’angoscia del confronto con il Rocci o nell’inedia di una continua, sterile consultazione, andrebbe abolito sin dal primo giorno. Lo scorso anno mi trovai costretta a prendere in prestito una spillatrice dalla segreteria e cucire, tra le proteste generali, le pagine incriminate del libro di esercizi.

Inoltre, la grammatica greca è sempre considerata appendice di quella latina : ad esempio, si passa una settimana a spiegare l’ablativo assoluto e il corrispondente greco (il genitivo assoluto) viene liquidato in mezza giornata; si sa tutto dei complementi in latino, nulla di quelli in greco e viceversa; le versioni dal greco all’italiano sono spesso abbandonate per l’assenza di un serio vocabolario corrispondente e questo inibisce la memorizzazione dei termini, che è invece indispensabile per una corretta e comprensibile traduzione. Lo sforzo di imparare dai primi giorni più parole possibile verrà premiato nel corso del quinquennio.

Last, but non least non si fa un coerente ripasso dell’analisi grammaticale e logica di italiano, che è la base da cui muove tutta la didattica del greco: sono prerequisiti, che il docente di greco non ha tempo di verificare a fondo e sono lasciati al buon cuore degli alunni.

Pertanto, ragazzi, se non avete le idee più che chiare sulla differenza tra articolo e aggettivo, sui verbi attivi e passivi, su predicato verbale e nominale, su proposizioni principali e subordinate, su congiuntivo e condizionale, su participio e gerundio, riprendete i manuali di grammatica dello scorso anno e cercate ispirazione. Se qualche cosa non vi è chiaro, comunicatemelo e sarò lieta di rispiegarlo.