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L’anatra di Santippe

Le ricette dei VIP del passato

Isabelle Allende ha inaugurato una moda “gustosa”: selezionare, tra i tomi della letteratura e della storia, le ricette più appetitose di cui furono ghiotti persone e personaggi e riproporli oggi.

Ma già, retaggi infantili!, il Manuale di Nonna papera collocava dolci e ricette in un passato lontano, senza nessuna verosimiglianza storica, certo, ma con tanti input per la fantasia di noi bambine.

La letteratura greca non offre molto spazio per questi divertissement. Quale è stata la mia sorpresa nel trovare, in un appetitoso volumetto dall’invitante titolo Personalità a tavola le ricette che hanno reso celebre Santippe, la vilipesa moglie di Socrate!

Il carattere insopportabile di questa è stato dai sociologi considerato motivazione fondante per la filosofia odeporica del marito: nel timore di venir aggredito dai continui borbottii della moglie, Socrate trascorreva nell’agorà l’intera giornata, pungolando gli interlocutori con discorsi ad alto contenuto filosofico.

Circola nelle aule un nonsense che non depone positivamente per le abilità culinarie della nostra chef: Tutti sanno che Santippe andava pazza per le trippe. Trippe a pranzo, trippe a cena, Dio per Socrate che pena!

Pare invece che Santippe sia stata una raffinata gourmer e che tra i suoi piatti forti comparissero le anatre. Ecco la ricetta:

“Preparare una salsetta a base di olio, limone, pepe in grani e semi di finocchio schiacciati. Teneral in luogo fresco per 21 giorni. Aggiungere quindi il sale e massaggiare con la saletta un’anitra ( o, in alternativa, una gallina) convenientemente spennata e lavata, in modo che il condimento vebga assorbito dalla carne. Cuocerla in forno, meglio se in vasellame di coccio coperto, a fuoco moderato. Semplicissimo e gustoso.”

Se non rischiassi di cadere nel plagio, vi trascriverei le tante gustose ricette, che, tra una curiosità e una citazione, affollano il volumetto di Pavone prima citato, che merita per intero i tre euro dell’acquisto.