Questo sito contribuisce alla audience di

L’uomo che viaggia nel tempo: Ulisse

Un affascinante percorso ricostruito da Donatella Dodaro

 

 

 

Donatella Dodaro è un’intelligente classicista calabrese. Ha generosamente offerto alla nostra community un saggio inedito, articolato in più interventi, su Ulisse/ Odisseo, modello di continuità letteraria. Nel renderlo pubblico, desidero esprimere un ringraziamento e un sincero apprezzamento per la qualità stilistica e contenutistica delle osservazioni in esso proposte.

Buona lettura!

 

Ulisse, l’eroe della mètis, l’incarnazione del navigatore ionico che, spinto dalla curiositas, vaga attraverso popoli e luoghi sconosciuti, è personaggio dell’epica antica che sopravvive a se stesso, anzi, rinasce in ogni tempo assurgendo a vero e proprio “archetipo”, non solo letterario ma anche antropologico, se è vero che a lui possono far riferimento i lettori di tutte le epoche. E’ l’eroe che “a lungo viaggiò, errò …, di molti uomini molte città vide e conobbe la mente, molti dolori patì …”(Od.,I,vv.1-4): i verbi scandiscono le tappe del viaggio, che non è soltanto un viaggio fisico, ma anche e ancor di più un itinerario morale, un percorso interiore nell’acquisizione di conoscenze, segnato dalla dimensione del patire. Ed ecco che ci si trova di fronte ad un nuovo modello di eroe, che è tale proprio perché riesce con pazienza a sopportare l’avversa fortuna, a dominare con saggezza ed astuzia le situazioni in cui viene a trovarsi: tanto è più eroe quanto più è uomo. Quello di Ulisse è un percorso attraverso cui il personaggio deve ricomporre il proprio “io” frammentato e, attraverso la memoria ed i ricordi, riesce infine a ricostruire la sua identità di cui può riappropriarsi definitivamente solo con l’agnizione da parte di Telemaco suo figlio e di  Penelope, sua moglie.

Una figura di tal genere, dalla identità non monolitica (quando la necessità lo richiede egli sa rinunciare anche a se stesso e diventa Nessuno!), una figura così aperta all’esperienza multiforme della vita “è una delle creazioni con più presa nella ricezione giovanile, desiderosa di modelli di comportamento di gratificante identificazione e tuttavia di non granitica staticità, ma capace di interpretare l’inquieta ricerca giovanile di identità, attraverso l’esperienza”( R. Carlucci in “Ulisse, eroe mediterraneo”). Da questa riflessione potrebbe proporsi un percorso didattico che partendo dall’Ulisse omerico, proceda attraverso la lettura di alcune  rivisitazioni, anche in chiave metaforica, del personaggio, che si reincarna in un Ulisse che vive una vita ormai autonoma da quella infusagli da Omero: è l’Ulisse di Dante, o di Pascoli, o di Saba o di Joyce o di Levi (per citarne alcuni soltanto). Adorno vide nell’eroe greco il simbolo dell’Occidente che attraverso l’ingegno riuscì a dominare la natura anche più ostile, una sorta di Robinson Crusoe ante-litteram , un prefiguratore del mito illuminista.