
Vi riporto la scheda editoriale di un recente e validissimo studio sulla democrazia, che per Carillo si basa esclusivamente sul Katechein, sul trattenere gli spunti distruttivi delle varie categorie sociali.
Con l’augurio che una riflessione sulla politica greca ci porti per brain storming a considerare come stiamo disgregando oggi i concetti cardine del vivere democratico.
Titolo Libro: Katechein. Uno studio sulla democrazia antica
Autore: Carillo Gennaro
Editoriale Scientifica - www.esi.it
> Il testo di Carillo è nato per generazione spontanea, a lato di una
ricerca
> “maggiore” tuttora in corso. Una sorta di diario fatto di riflessioni e
> commenti su libri letti, testimonianze, traduzioni e citazioni da questo o
> quell’autore antico o moderno, tutte raggrumantesi intorno a due brani di
> storici antichi. Il primo, tratto dalle Storie di Erodoto, espone e
discute
> della disputa che Dario, Magabizo ed Otane tennero sulla migliore forma di
> governo: la monarchia, l’oligarchia e l’isonomia (il governo della legge
> uguale per tutti: la «democrazia», ma definita nel suo elemento
essenziale).
> Sono Persiani i tre disputanti, ma, come non manca di osservare Carillo,
il
> tema è affatto «greco». È che i Greci amavano parlare di sé osservandosi
da
> «fuori», con gli occhi degli altri. Così Eschilo, nei Persiani, e
parimenti
> Platone nell’Introduzione del Timeo. Un modo per celebrare se stessi,
anche
> quando sembrano esser critici di se stessi, come Platone, quando fa dire
al
> più vecchio dei sacerdoti egizi, che i Greci son tutti fanciulli,
reputando
> molto antiche le loro storie recenti. E lo dice, il vecchio sacerdote, al
> più sapiente dei Greci, a Solone. Ma il «piatto forte» del libro è nel
lungo
> «commento», che occupa l’intero II capitolo, del celebre epitafio di
Pericle
> in onore dei soldati morti nel primo anno della guerra del Peloponneso -
> epitafio riportato da Tucidide.
> Con grande perizia filologica, Carillo dispone le differenti traduzioni
> (latine, italiane, tedesche, inglesi, francesi) del passo tucidideo che
> definisce la «democrazia» in due distinti elenchi, nel primo quelle che
> privilegiano il concetto di demos come soggetto attivo del potere, nel
> secondo quelle che fanno del demos il destinatario del potere. Ed è all’
> interno delle riflessioni che nascono da questo «commento» che s’impone il
> problema che dà titolo al libro: il katechein.
> Che significa: trattenere, frenare. In questo lavoro, in questo ergon,
> consiste il buon governo, nell’impedire cioè la sopraffazione (pleonexia)
> del singolo sul popolo, nella monarchia, dei pochi sui molti, nell’
> aristocrazia, della maggioranza sulle minoranze, nella democrazia. La
> volontà di sopraffazione, il pleonektein (letteralmente: il voler avere
> sempre di più) non è guidata solo dalla gretta utilità del singolo; la
> pleonexia può essere dettata anche da un nobile scopo: l’onore, la time.
La
> philotimia, la brama di onori, che comunque presuppone arete, virtù, è
anch’
> essa una minaccia per la pace sociale.
> Come vincerla? Come tenere a freno la pleonexia, in tutte le sue forme?
E qui dovremo davvero fermarci a pensare…

Benedetta Colella








