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Il filo rosso della letteratura italiana

Le costanti di Giuseppe Prezzolini

Comprimere novecento anni di letteratura in un tascabile veramente palmare è impresa disperata. Eppure, ho tra le mani (letteralmente tra le mani, visto il formato) Storia tascabile della letteratura italiana, manuale scritto da Prezzolini non come proemio, ma come consuntivo dell’esperienza letteraria individuali.

I giganti della letteratura italiana sono compendiati in poche righe. Trascrivo, una per tutte, la presentazione di Goldoni: Il celebre Carlo Goldoni (1707- 1793) è uno scrittore di piacevoli commedie, assai più vivaci e reali quelle in dialetto veneto di quelle in lingua italiana (il suo italiano è un po’impacciato), per nulla poeta, ma bravo pittore di carattere, organizzatore di situazioni, veloce nell’afferrare piccoli difetti e morbosità umane; che abbia poi avuto anche idee sociali di rinnovamento borghese è possibile, poiché ai suoi tempi le avevano anche i portieri d’albergo; ma non conta per queste.

C’è qualcosa da aggiungere? Questa concisione deriva dalla consapevolezza che tutto il percorso letterario italiano possa essere racchiuso in pochi assiomi generali, da cui quasi nessuno si discosta (o almeno, si discostava ai tempi di Prezzolini, per il quale Montale era un giovane di belle speranze). Tutti gli autori italiani, dunque, seguendo questa schematizzazione, sono:

1. influenzati dalla Chiesa Cattolica, che è la sola monarchia che sia durata dalle origini ad oggi in Italia. E’ poi indifferente se ne siano stati assertori o detrattori.

2. di origine aristocratica. La letteratura non nasce mai dalle esperienze di mare o di montagna: è sempre cittadina, nata dal silenzio dei chiostri, dalla semioscurità degli uffici e delle anticamere, dagli scaffali delle biblioteche.

3. Si arrogano il diritto di mediazione tra letterature classiche e altre letterature moderne, fondendo bene mitologia pagana e valori cristiani, ma non scienza e letteratura (a parte Galileo)

4. Il latino è un punto di riferimento ed è la forza e la maledizione dell’italiano.

5. E’ la prima letteratura ad acquisire conoscenza e coscienza dei propri caratteri. Il De Vulgari Eloquentia precede di due secoli le opere metaletterarie europee.

6. La poetica guida il genio, al punto che la creazione genuina italiana consiste in brani derivanti dalla liberazione da norme e da precedenti da accademia e da tradizione

7. Il senso dell’arte e il principio dell’aurea mediocritas hanno inibito la produzione comica e tragica

8. Gli autori vivono una vita letteraria cronologicamente precedente a quella anagrafica e scrivono con lo stile in voga nel parlato di almeno un secolo prima

9. In assenza di uno Stato, la letteratura, fondata su Dante, Petrarca e Boccaccio fu la sola attività non religiosa che unisse le città italiane

10. La vera vita degli autori incomincia dopo la loro morte e la fortuna della loro opera è lo sviluppo di temi da essi appena accennati o di cui fornirono la cornice

11. Argomenti predominanti sono l’amore e il sesso descritto sempre con approccio popolaresco, ma talvolta con una certa monotonia. L’attenzione erotica è alla base del cosiddetto paganesimo dell’italiano. Questo ha costretto la scuola ad imbarazzanti silenzi o all’uso di edizioni purgate.

12. Spesso più che le opere si conoscono le analisi filologiche e critiche delle opere, che, dipendenti dai tempi, portano a continue attualizzazioni dei testi del passato.

13. Al contrario dei verbosismi degli epigoni, gli autori italiani amano la sintesi respingendo l’episodico, l’ornamentale, la divagazione e l’esitazione, l’accidentale e il molteplice, il confuso e l’oscuro, l’enigmatico e il problematico, il nebbioso e il fumoso