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Il liceo Torricelli di Faenza

Una storia che si interseca con la Storia

I liceali di Faenza possiedono un plusvalore: il liceo non è per loro un anonimo edificio in cui trascorrere mattinate di lavoro, ma un punto di riferimento e di crescita fin dai tempi storici

Le tradizioni, si sa, non si importano e non si svendono: Faenza ha donato all’Italia parecchi intellettuali, che incominciarono il loro rapporto d’amore con la cultura proprio nel liceo Torricelli. Un nome per tutti: Dino Campana.

Negli ultimi anni dell’Ottocento, si incontravano nei collegi docenti personaggi del calibro di Giuseppe Cesare Abba, Severino Ferrari e Gaetano Salvemini. Che stimolo, che pungolo possa esser stata per colleghi e alunni la convivenza con tali pensatori è facilmente intuibile.

Anche oggi, il livello qualitativo dell’istituto è superiore allo standard, come certificato non solo e non tanto dal piazzamento di tutto rispetto nelle verifiche volute lo scorso anno dall’INVALSI, quanto dall’attiva produzione sul loro sito, il curatissimo www.liceotorricelli.it

Il passato, come è nella tradizione del liceo, domina, ma non monopolizza l’attenzione dei navigatori: i riferimenti alla storia dell’istituto sono scritti con piglio giornalistico brillante, con attenzione alle curiosità e agli aneddoti. Gli ipertesti di supporto alla didattica sono attenti e curati e dimostrano un sicuro orientamento alla ricerca.

Ci sono poi i giochi interattivi: una sfida alla traduzione in latino, un invito alla composizione poetica, che sfruttano gli stilemi del videogioco con finalità ludico-didattiche.

Il sito si giova, poi, di un aggiornamento quasi quotidiano: gli studenti di Faenza non devono piegarsi a estenuanti telefonate in segreteria né barcamenarsi nella giungla dei si dice: tutte le informazioni sono comunicate in tempo reale dal colto ed intelligente webmaster, il prof. Stefano Drei e dal suo attivo entourage

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