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Profumi d’Oriente

Sensuali aromi da Erodoto (His. IV,75)

 

 

 

Nel segreto di una cassapanca, le nostre nonne custodivano gelosamente estratti di rosa e fiori di pesco da vaporizzare sul corpo per combattere il sudore e i cattivi odori di un lavoro casilingo duro e instancabile.

Noi nipoti esibiamo sulle mensole della toilette teorie intere di profumi dagli affascinanti nomi esotici, provenienti da regioni esotiche, miscelati in formule segrete dagli artisti più esperti.

Sempre più snobbate sono le rudi essenze nostrane: la tradizione orientale seduce con le note voluttuose di mondi lontani.

E’ curioso scoprire che queste lontane formule olfattive, brevettate oggi dalle aziende leader nel settore della profumeria, facevano bella mostra di sé già nel resoconto storico di Erodoto, che, presentando ogni popolo, ne descrive, tra le usanze, anche gli effluvi più caratteristici.

In particolare, colpisce la descrizione di una canapa scita dagli effetti a dir poco miracolistici: molto simile al lino, questa pianta è utilizzata in modo singolare:” Gli Sciti, dopo aver preso semi di questa canapa, si introducono sotto quelle coperte e poi gettano i semi sotto le pietre roventi. Il seme gettato fa fumo ed emana un vapore tale che nessun bagno a vapore greco potrebbe vincerlo. Gli Sciti mandano urla di gioia soddisfatti da questo bagno di vapore. Questo serve loro come bagno perché non si lavano il corpo con acqua.

La donne invece triturano su una pietra scabra legno di cipresso, di cedro e dell’albero dell’incenso, versandovi sopra acqua, poi, con questo denso impasto, si spalmano tutto il corpo e il viso e non solo le donne hanno addosso il profumo proveniente da questo, ma la mattina seguente, quando lo tolgono, la pelle rimane nitida e lucente” (Her, IV,75 traduzione di Augista Izzo D’Accinni, edizione BUR)

Questo passo mi incuriosisce non solo per le mirabilia espresse, che farebbero la gioia di qualunque pubblicitario si occupi di cosmesi, ma per un particolare geografico: nella Scizia, corrispondente all’attuale Russia meridionale, non crescevano né cedro né incenso.

Tra le infinite difficoltà del commercio, soprattutto in quelle zone arretrate, le donne scite riuscivano ad ottenere, già allora, profumi esotici per sedurre i propri uomini. Quanto ci riuscissero, è ben testimoniato dall’apprezzamento di Erodoto.