
Così simili nell’aspetto, così diversi nel carattere, cani e lupi hanno da sempre affascinato gli uomini. Se i primi hanno accettato, docili, la convivenza con gli essere umani e hanno barattato la loro libertà con l’amore e la sicurezza di una casa e di un pasto, i secondi hanno sempre difeso la loro natura nomade e aggressiva.
Se San Francesco, a Gubbio, ebbe ragione della fame atavica di un lupo con la sola forza dell’amore, i contadini di ogni tempo tesero tranelli al crudele mammifero, capace di straziare un gregge intero primo di divorare una pecorella.
Esopo li immagina contrapporsi in battaglia e senza dubbio identifica nel gruppo eterogeneo dei cani il forte esercito greco nella favola intitolata I lupi e i cani in guerra tra loro.
Questa è la storia: Tra lupi e cani, una volta, c’era inimicizia. Dai cani era dunque scelto come generale un cane greco. Costui tardava al combattimento e i lupi lo deridevano violentemente. Ma quello: “Sapete perché temporeggio? È sempre conveniente riflettere. Una è la vostra razza, uno il vostro aspetto. I nostri sono di molte razze e si vantano dei loro differenti costumi.E neppure il loro colore è uguale e unico, ma alcuni sono neri, altri rossi, altri bianchi e cinerei. Ma come potrei guidarli alla guerra se hanno caratteristiche dissimili e per nulla uguali?”. La favola insegna che quando tutti gli eserciti hanno un solo credo ed una sola volontà, ottengono la vittoria sui nemici.
E’ possibile amicizia fra i due animali, che si fronteggiano nella battaglia della vita, cercando l’uno di proteggere, l’altro di dissipare le risorse di un uomo?
Una volta, ci provarono, almeno a quanto racconta Esopo nella storiella dal titolo I cani e i lupi alleati, che, nel suo libro, segue immediatamente il racconto testè narrato:
“I lupi dissero ai cani: “Perché, dato che siamo simili in tutto a voi, non ci trattate come fratelli? In nulla differiamo tra noi, se non nella filosofia di vita. Infatti, noi viviamo in libertà, voi, soggetti e asserviti agli uomini, prendete da loro le botte, indossate il collare e proteggete gli armenti. Ma se sarete convinti, ci consegnerete tutto il gregge e lo avremo in collettività mentre lo mangiamo.” I cani diedero ascolto a queste esortazioni, ma quelli, entrati nella stalla, innanzitutto uccisero i cani stessi. La favola mostra che chi tradisce la patria merita queste ricompense.

Benedetta Colella









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