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Sbaglia chi fa

L’esempio del rovo (L’abete e il rovo; Il melograno, il melo, l’olivo e il rovo)

Sbaglia chi fa.

A biasimare, ad eccepire, ad obiettare son capaci tutti: il bersaglio è chi, esponendosi in prima persona, con le sue opere offre il destro alle critiche, non chi, sicuro nella sua inazione, pontifica a posteriori sui principi da seguire e sugli errori da evitare.

La mediocrità alligna dove c’è discordia, ma niente è più ridicolo, comunque, del canto vanesio dei secondo me.

Quante persone possono essere paragonate al rovo borioso in più augusto consesso! Un melograno, un melo e un olivo discutevano sulla qualità dei propri frutti. Quando la discussione divenne rovente, un rovo, che aveva ascoltato da una siepe vicina, disse: “Ma amici, smettiamola una buona volta di litigare!”. Così, in caso di discordie fra i migliori, anche chi non vale niente prova a far finta di valer qualcosa.

Sbaglia chi fa, si diceva.

Corinne Maier, nel suo sopravvalutato bestseller “Buongiorno, pigrizia”, invita gli iperattivi a guardarsi intorno: la frenesia, l’ansia di fare di più e meglio si rivolgono come un boomerang contro le persone ligie; gli altri, quelli che trascurano i propri compiti, guadagnano in tempo, in salute e, perché no?, nella stima degli altri mediocri che si sentono minacciati dalla palese superiorità di qualcuno.

E’ esemplare a riguardo questa favoletta: Un abete e un rovo questionavano fra loro. L’abete, vantandosi, diceva: “Sono bello e snello e ombroso e procuro ristoro ai tetti dei templi e alle navi: come puoi confrontarti con me?”. Ma il rovo rispose: “Se tu ricordassi le scuri e le seghe di chi ti verrà a tagliarti, preferiresti anche tu essere un rovo”. La favola mostra che non bisogna crogiolarsi nella gloria, stando in vita; infatti la vita dei mediocri è priva di pericoli.