
Ricevo e volentieri pubblico una garbata email inviatami dal dott. Ettore Bortolato, antropologo ed etnologo di grande cultura e sensibilità.
ciao,
ho letto per caso il tuo intervento “Il pensiero di Vladimir Propp” e vorrei segnalarti alcune insesattezze.
Propp non è il primo ad utilizzare comparativamente le fiabe, già Max Müller, Mannhardt e Benfey nella seconda metà dell’ottocento avevano dato delle interpretazioni della fiaba basate sulla comparazione di miti, racconti e fiabe provenienti da diversi continenti e diverse culture. Proprio per questo motivo Propp non può essere considerato il padre della comparatistica che aveva già nella linguistica una ampia e solida base (l’applicazione poi di elementi tratti dalla linguistica ad altre discipline si è vista durante tutto il XIX secolo).
A Propp non interessano troppo i personaggi ma le funzioni. Il fatto che a funzione uguale corrisponda un personaggio uguale in diversi racconti è poi un altro problema (il donatore ad esempio cambia di volta in volta).
Non è preciso affermare che la struttura costante delle fiabe sia da ricercare nello sgretolamento di antichi miti. Anzi i miti e i racconti di fiabe per Propp hanno la stessa origine cioè i riti ed i rituali di iniziazione. Che erano già stati studiati da Frazer (la pubblicazione de “Il ramo d’oro” nella sua prima versione in 12 volumi risale al 1914 undici anni prima della pubblicazione de “Morfologia della fiaba”), da cui Propp attinge a piene mani pur senza mai citarlo.
Per quanto riguarda il fatto che l’URSS divenne poi periferico ci sarebbe molto da ridire. Soprattutto per quanto riguarda gli studi di folkloristica. Se consideriamo poi che “le origini storiche dei racconti di fate” viene tradotto nel ‘49 appena 3 anni dopo la sua prima pubblicazione in russo non mi pare si possa affermare che le sue teorie siano state marginalizzate. Certo furono riportate in auge negli anni ‘70 sull’onda dello strutturalismo francese da cui lo stesso Propp si distanziò affermando che i propri studi erano ben differenti per metodologia e finalità.
C’è anche un’altra scuola di comparatisti in tema di fiabe. Sono finlandesi e un po’ come propp hanno cercato di evidenziare delle costanti ma invece che analizzare funzioni si sono imbarcati in una titanica impresa di catalogazione di “temi” creando così un temario vastissimo e per nulla maneggevole (oltre al fatto che esendo diffusionisti e avendo iniziato le loro ricerche in finlandia ne risultava che tutti alla fine hanno copiato le famose (?) fiabe finlandesi).

Benedetta Colella








