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Piccoli delitti in famiglia

Eschilo ispira Una bestia nel cuore

La bestia nel cuore, libro e film di culto in questo periodo, non mi ha soddisfatto: verboso all’eccesso nello stile, calcatamente orrido nel contemporaneo dipanarsi dell’amore omosessuale fra una donna cieca ed una madre di famiglia che ha subito l’onta dell’abbandono da parte del marito, perdutamente invaghito di un’adolescente, del pedofilo incesto subìto in famiglia dalla protagonista, delle fantasie perverse del suo innamorato.

Mi ha stupito, però, che l’intera vicenda prenda spunto e vigore a partire da un’espressione eschilea citata in epigrafe e riprodotta passim nel libro: Perché i figli salvano e tengono vivo il nome dei morti, come i sugheri, reggendo la rete, preservano il filo del lino dal fondo del mare (Coefore, vv.506/507).

Oreste ed Elettra, dopo l’agnizione, si confrontano in un parlare concitato sulle loro esperienze, come faranno poi, nel libro, Sabina e suo fratello Daniele. Nel testo eschileo, è dubbia l’attribuzione dei versi citati (a mio avviso, pronunciati da Oreste più che dalla sorella o dal sopraggiungente coro), che si inseriscono in un contesto più ampio e glorioso: rivolgendosi al tumulo di Agamennone, il figlio esclama: “Così, infatti, non sei morto neppure nella morte, perché i figli per un uomo sono la fama che lo salva quando è morto e come sugheri portano la rete salvando il filo di lino che sta in fondo” (trad. di Luigi Battezzato).

I figli, secondo l’interpretazione greca, sono staffettisti di una corsa plurigenerazionale e devono tener viva una fiamma d’onore e gloria che affonda in un passato mitico le proprie radici.

Il mondo greco è fortemente presente in La bestia nel cuore: non è casuale che il padre pedofilo e il figlio tormentato siano entrambi insegnanti di greco e che si rivolgano allo splendore passato per estraniarsi da una realtà spiacevole.

Il riferimento eschileo (insistita al punto che le diverse sezioni del romanzo sono intitolate Morti, Sugheri, Rete, Mare) vuole dimostrare che i laceranti contrasti familiari sono fisiologici, ma che nel passato venivano sviscerati come oggi sono rimossi, e continuano a tormentare l’inconscio degli uomini, secondo una interpretazione freudiana della psiche e della famiglia.

E’ per questo che il libro si conclude con un’esortazione a pieno condivisibile: C’è una sola cosa da fare, oggi come sempre, gli artisti sono gli unici ad averla capita: NON TACERE MAI, a costo della vita, della reputazione, dello scandalo, del dolore.