
Ebbene sì!
In molti riuscirono a sbagliare anche la facilissima versione tucididea proposta durante la prima sessione di questo caldissimo anno. La prova di recupero fu al di là di ogni più rosea previsione: mai testo di Lisia fu più scorrevole e fluido.
Ecco, in traduzione italiana, il testo (che si potrebbe proporre serenamente in una quinta ginnasiale):
Mentre la Grecia versava in queste condizione, gli Ateniesi, essendosi imbarcati proprio loro, andarono in aiuto all’Artemisio, gli Spartani e alcuni degli alleati, invece, rimasero alle Termopili, credendo che, per l’angustia dei luoghi, sarebbero stati capaci di custodire il passaggio. Essendoci stato quasi nello stesso tempo lo scontro (nel testo greco, espresso genericamente con kindynos), gli Ateniesi vincevano in battaglia navale, gli spartani, invece, che non erano deboli negli animi, ma che furono ingannati sul numero di quelli che credevano avrebbero difeso e di quelli contro cui stavano per combattere, furono annientati, non essendo stati inferiori ai nemici, ma morendo nello stesso luogo in cui si erano schierati

Benedetta Colella









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