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La bestia che è in noi

Esopo ci spiega la bestialità degli uomini (Prometeo e gli uomini)

Nessuna cultura come quella greca attribuì all’uomo prerogative divine, differenziandolo dal resto del creato. Eppure, l’ottimismo ellenico si infrangeva contro l’evidenza: esistevano ed esistono persone che, rubando, mentendo, oltraggiando, si dimostrano peggiori delle bestie più feroci.

Se Esopo fece del binomio uomo- animale il punto di forza della sua poetica,dovette scomodare addirittura il mitico benefattore delle umane genti, Prometeo, per spiegare la bestialità degli uomini:

Prometeo, su ordine di Zeus, plasmò uomini e animali. Ma Zeus, stupitosi che gli animali privi di raziocinio fossero molti di più, gli ordinò che, dopo aver annientato alcuni animali, li trasformasse in uomini.

Dopo che l’ordine fu eseguito, accadde che quelli che non erano stati plasmati come uomini dall’inizio avessero l’aspetto degli uomini, ma i pensieri delle bestie.

Questo racconto è adatto per l’uomo grossolano e bestiale.