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Un thriller tra codici e pergamene

Recensione ad “Eresia e delitto” di Giuseppe Mazzanti

Nel revival medievale, cominciato con Il nome della rosa di Umberto Eco e mai completamente spento, si inserisce un gioiello editoriale della Pendragon: Eresia e delitto di Giuseppe Mazzanti.

Per la prima volta, la paleografia greca compare in un thriller e ne è, anzi, elemento risolutivo.

Del resto, in quegli anni bui fu l’opera attiva e silenziosa di pochi amanuensi a conservarci tracce del mondo greco, che, un po’ per la miopia intellettuale del periodo, molto per un clima di più generale analfabetismo, rischiava la cassazione dal bagaglio culturale d’Occidente.

Nel bel romanzo di Mazzanti, Viterbo, solenne città papale splendidamente descritta nelle atmosfere e nelle suggestioni, diventa palcoscenico per il diffondersi di una nuova, perniciosa eresia, i cui capisaldi vengono enucleati in dieci tesi affisse sulla porta di una chiesa.

Pasquale II arruola così due investigatori d’eccezione: Irnerio, l’io narrante, grande vescovo che rese Bologna la dotta per eccellenza, e il monaco cistercense Bernardo di Clairvaux, ossia l’anima attiva e quella contemplativa di una Chiesa che riuniva in sé contrasti e aporie.

A loro spetterà il compito di scandagliare il cuore dei viterbesi e di esaminare i fatti fino all’identificazione dell’eretico: uniche certezze, la perizia calligrafica e un inquietante colophon in lingua greca che sarà decrittato solo al termine della narrazione.

Mazzanti si presenta come un anti- Dan Brown: non si dilunga, non affastella storie, non cerca il sensazionalismo. Con perizia di studioso e passione di letterato offre invece una ricostruzione puntuale e attenta degli umori dell’epoca, proiettando il lettore indietro di quasi un millennio per ospitarlo tra le mura di un’importante città, nel chiuso dei monasteri, fra le ordalie e le dispute bizantine di un mondo cupo e affascinante.

I riferimenti paleografici che mi hanno entusiasmato non ostacolano la lettura dei non addetti ai lavori, perché sono inseriti con tanta competenza e parsimonia da rendere il libro insieme piacevole, avvincente e istruttivo.