
Prima che la nuova maturità imbastardisse la creatività e lo stile degli studenti con l’introduzione del saggio breve, un copincolla autorizzato, o con l’articolo di giornale, che insegna ad appiattire ed autolimitare le proprie opinioni per prostrarsi agli interessi dell’editore, i temi di maturità offrivano lo spunto per una riflessione autonoma sul mondo classico e sull’attualità dei suoi valori.
Ripropongo qui le tracce proposte agli studenti dal 1985 in poi:
1985:
Cambiano nel tempo civiltà e costumi, tramontano popoli e nazioni. Pure, le voci del passato restano a tramandare i sentimenti, gli ideali e i disegni degli antichi. Dica il candidato quali note sente più vive nel proprio animo, provenienti dalla civiltà classica greca o latina, da lui studiate.
1986
Quali differenze fondamentali avete rilevato tra la civiltà greca e quella latina attraverso il vostro studio del mondo classico?
1987
Con appropriati riferimenti analizzate, a vostra scelta, la concezione della storia nei principali storici greci e latini.
1988
“Oggi molte cose si vogliono respingere perché vecchie e altre esaltare perchè nuove: ma il vecchio e il nuovo riguardano solo le cose che sono morte o moriranno. Nella perenne giovinezza del pensiero creativo l’umanità non conosce vecchiaia. Non lasciamoci accecare dai fari abbaglianti della tecnica moderna: le lucerne che vegliarono le carte dei nostri antichi restano accese ancora, attraverso i millenni, e resteranno” (Concetto Marchesi). Con opportuni riferimenti illustrate questa ammirevole difesa della civiltà classica.
1989
La sagace mediazione di Mecenate tra la politica di Ottaviano e la pleiade dei letterati e dei poeti del tempo, rese possibile il compimento di un alto servigio allo Stato e la realizzazione di magnifici interventi in favore delle lettere e della grande poesia. Si disegni a rapidi tratti il quadro delle circostanze storiche e dei valori socio-culturali che indussero gli “intellettuali” dell’epoca ad aderire attivamente alle direttive della politica statale. Se ne tragga altresì motivo per affrontare una o entrambe le seguenti questioni. Qual è, o quale dovrebbe essere, oggi, la funzione dell’”intellettuale”? È possibile, oggi, e in qual modo, l’attuazione di fruttuose e appropriate iniziative di “mecenatismo”?
1990
Dalla grande oratoria di Demostene e Cicerone alle declamazioni delle scuole di retorica dell’età imperiale. Illustrate il rapporto esistente nel mondo greco-romano tra eloquenza e libertà politica. Riflettete altresì sui modi in cui tale rapporto si pone nelle società odierne.

Benedetta Colella








