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Temi di riflessione sul mondo classico. 2

Ancora gli spunti ministeriali di riflessione sul mondo classico al termine del quinquennio (1991- 1995)

1991

Il teatro attico, soprattutto quello tragico, resta una delle espressioni più alte della civiltà greca. Se ne illustrino motivi ideali componenti socio-culturali e tecniche rappresentative, che ne fanno una insuperata espressione d’arte, destinata ad ispirare anche il teatro moderno e contemporaneo.

1992

La creazione delle grandi biblioteche ellenistiche aperte al pubblico suscitò un larghissimo interesse per la lettura e impresse un forte impulso alla libera circolazione del “libro”, dando origine al cosmopolitismo letterario che caratterizzò la cultura della Roma imperiale. Il candidato affronti rapidamente l’argomento, soffermandosi sulla evoluzione dei rapporti tra messaggio scritto e messaggio orale, oltreché sulla funzione del libro nel mondo greco-romano e nella realtà odierna

1993

Si indignano dei ed uomini contro colui che vive ozioso, per la sua indole simile ai fuchi che nascondono il loro pungiglione e impunemente mangiano la fatica delle api” (Esiodo, Opere e giorni).

“Tutto vince il lavoro tenace e la necessità che incalza nelle asprezze della vita” (Virgilio, Georgiche).

Il candidato tragga spunto dai passi riportati per esporre le sue riflessioni sulla concezione del lavoro nel mondo greco e in quello romano, quale emerge dai due poeti citati e, possibilmente, da altri autori della classicità.

1994

Il nostro ordine politico non si modella sulle costituzioni straniere… E il nome che gli conviene è democrazia…Amiamo la bellezza ma con limpido equilibrio; coltiviamo il pensiero, ma senza languori…Dirò in breve che la città nostra è, nel suo complesso, una viva scuola per la Grecia“(Tucidide).

Illustri il candidato il ruolo di Atene nella storia politica e culturale della Grecia, soffermandosi sui tratti caratteristici della sua costituzione, in cui si espressero in maniera originale e irripetibile i fondamentali valori della polis. Dica altresì se un ordinamento civile vincolato alle tradizioni culturali e al costume politico nazionali, come può ritenersi quello del nostro paese, possa essere o divenire pienamente compatibile con lo sviluppo di una entità politica sovrannazionale qual è la Unione europea.

1995

Lo studio della natura non forma vanagloriosi artefici di chiacchiere, né ostentatori di quella cultura che è tanto ricercata dai più, ma invece uomini seri e indipendenti e orgogliosi delle proprie qualità personali, non dei beni che provengono dalle circostanze esterne” (Epicuro).

Commenti il candidato il passo citato, con particolare riferimento all’interesse e allo sviluppo del sapere scientifico nell’età ellenistica.

Dica altresì se e in quale misura è oggi condiviso di fatto il giudizio del filosofo greco sullo scienziato, visto come ricercatore intento, in orgoglioso isolamento e assoluta autonomia, alla indagine razionale del mondo.

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