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Una professoressa fra i selvaggi

Vademecum fra gli errori ricorrenti raccolti da Laura Notti e Ornella Ziccardi

L. Notti- O. Ziccardi Una professoressa fra i selvaggi Mondadori, 1993 (pp.276)

Letto nel mese di dicembre Voto: 6/7

Breve Commento

Questo libro mi è stato prestato da un’amica e mi ha divertito parecchio, nonostante fitte di fastidio sottolineassero dolorosamente tutte le volte in cui le autrici, alla ricerca di una facile ironia, sfoggiavano quel cinismo e quella alterigia che sono spesso rimproverate alla mia categoria.

Frasi estrapolate dal testo

Le piace l’oleografia dell’insegnante che, nel silenzio del suo studio, armata di matita rossa e blu, sottolinea, corregge, reprime?[…] Ha un suo fascino che assomma la figura del monaco miniaturista e del giudice: una riga rossa, peccato veniale; rossa e blu, delitto a metà; blu, peccato grave; due righe, una per l’errore e l’altra per l’indignazione; una lunga biscia, fastidio con tendenza al perdono; circolino, stigmatizzazione e via sottolineando
Perché Socrate, facendo domande agli analfabeti, ne ricavava il sapere, mentre io, che interrogo diplomati di scuola media inferiore, ne ricavo solo ignoranza?
Appartiene alla razza dei quattordicenni precocemente evasi dalle elementari
(nel descrivere storie d’amore) arrivare al limite del referto ginecologico
(di espressioni poco chiare) dal cirillico qui siamo passati direttamente all’ostrogoto e siccome io sono laureata in lettere e non in lingue chiederò insperate spiegazioni.
Cellulite da decubito tipica della mia professione.
Continuo a sostenere che all’atto dell’iscrizione a scuola[…] dovrebbero certificare la reale esistenza in vita, corredata da un elettroencefalogramma recente.

Curiosità

San Giuseppe da Copertino è diventato il patrono degli studenti perché, non sapendo né leggere né scrivere, faceva capriole per esprimere la sua devozione a Dio