
Mario Rigoni Stern Stagioni Einaudi 2006 (pp.139)
Letto il primo febbraio 2006 Voto: 5
Abstract: Leggere questi racconti è come passeggiare nel bosco: i cervi e i caprioli nascosti nel silenzio della neve, i beccofrosoni immobili come fiori colorati sugli alberi di sorbo, i nidi dei tordi al crocevia del sentiero, il corteggiamento delle pernici, il parto del capriolo. Ogni cosa annuncia il perenne rinnovarsi della natura, i nuovi colori di ogni stagione.
Breve commento: SI tratta di aneddoti sparsi, fusi in flusso di coscienza scandito dal tempo che passa: ai ricordi di guerra si assommano quadretti agresti che delineano un insieme bucolico molto simile alle storie di Mario Corona.
Citazioni
E’ il senso del limite che ci fa prendere contatto con la realtà (Norberto Bobbio)
Curiosità:
Italo Calvino scrisse anche una canzone, dal titolo Dove vola l’avvoltoio
Anche Rigoni Stern aveva problemi con l’ortografia: dopo aver scritto “connifere” a Diego Valeri, racconta “Mi davo dell’ignorante, dello zotico montanaro…il mio italiano scritto da un dialettofono che mette consonanti doppie dove non occorrono e non le usa dove sono necessarie”. Migliorini lo confortò: “Non ti preoccupare: la lingua è una cosa viva e non farti correggere troppo dai pedanti delle case editrici.

Benedetta Colella








