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Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi!

Una sarcastica descrizione del lessico intellettuale di Corinne Maier

Corinne Maier Intellettualoidi di tutto il mondo, unitevi! Bompiani, 2007 (pp.184)

Letto nel marzo 2007 Voto: 6

Abstract Ma dove nascono gli intellettuali? Sono una specie a parte, che va protetta, o un gruppo provinciale di amici pseudo-impegnati per niente diversi dai comuni mortali? Perché leggono solo libri sconosciuti, usano solo parole incomprensibili, si incrociano solo tra loro in improbabili relazioni sentimentali? E, soprattutto, sono davvero invidiabili e felici? Corinne Maier smonta il mito degli intellettuali, additandone vizi, vezzi, miti, alibi, miserie e piccolezze, regalando infine al lettore anche un esilarante test, con domande, punteggio e profili: “Sei anche tu un intellettuale?”. Dopo il mito del lavoro, la pausa della psicoanalisi, è la volta della cultura e, di nuovo, la penna corrosiva di Corinne Maier non lascia scampo.

Breve Commento La critica, feroce e aggressiva, si rivolge contro il parlare vuoto e roboante di certi intellettualoidi di facciata che si trincerano dietro un lessico altamente specialistico per nascondere il loro vuoto concettuale. Lo spunto è interessante, ma poi il brio iniziale viene soffocato da un’ironia fastidiosa e continuativa

Frasi estrapolate dal testo

Pensiero formato discount
Annaspano in un gergo pesante che funge da foglia di fico per nascondere una generale, letargica, insulsaggine.
Più studenti ci sono, meno saranno i disoccupati, e questo gioco di prestigio statistico permette di guadagnare tempo ed elettori.
In basso c’è anche l’infinita legione dei prof.di scuola secondaria. Ah, come sono disprezzati oggi gli insegnanti, che pure sono tra i rari intellettuali a confrontarsi con la gente vera, nei quartieri operai e nelle periferie, e sciropparsi tutti i giorni una categoria della popolazione terrificante e sempre più numerosa: i giovani incolti

Curiosità

Nel 1996 un universitario americano, Alan Sokal, ha proposto alla serissima rivista di scienze umane Social text di pubblicargli un articolo dal titolo Trasgredire le frontiere: verso un’ermeneutica trasformativi della gravità quantistica. Il testo, senza capo né coda, integralmente scritto in un criptolinguaggio indigesto, è stato tuttavia accettato da un comitato di lettura pontificante che si è coperta di ridicolo quando Sokal ha reso pubblica la beffa.