Questo sito contribuisce alla audience di

Armoniose assassine

Il mito classico delle sirene.

 

Ricordate la Sirenetta delle fiabe, la bella fanciulla trattenuta in mare da una lunga e sensuale coda di pesce e trasformata in donna per amor di un uomo?

Quella che è diventata il simbolo quasi di Copenaghen e che richiama alla mente sogni infantili di mezza estate?

Non ha nulla in comune, tranne il nome, con i mostri mitologici che terrorizzarono il mondo greco.

Controversa è la loro origine, incerta la loro fine, come spesso accade in una cultura in cui miti e credenze vengono continuamente corretti, rimaneggiati, piegati alla fantasia e alla curiosità degli scrittori e di un pubblico che non chiede coerenza, ma suggestione.

Le lega ad un destino di violenza la terribile Demetra, che punì le amiche della figlia, ree di non aver fronteggiato con sicurezza Ade nel ratto di Proserpina, imponendo loro artigli acuminati ed ali spiegate.

Furono poi le muse che, vincitrici in una gara di canto, ne umiliarono la arroganza spezzando loro le ali e condannandole di fatto a rimanere in un’isola (probabilmente Capri) e chiamare a sé, con la melodia della loro voce, del tutto dissonante da un aspetto fisico decisamente poco avvenente, le anime dei marinai morti per ascoltarle.

Infatti, nell’immaginario arcaico, ali ed artigli servivano per avventarsi sulle anime dei nobili defunti (immaginate come uccelli che abbandonano in volo il corpo) a fini anche erotici e il biancheggiare di ossa sulla loro isola è a riguardo monito e commento.

Lo scontro tra sirene e muse suggerisce che le prime appartengano ad un’epoca preolimpica e che siano state soppiantate dalla nuova religione emergente ed emarginate nel mar Tirreno.

E se, come tradizione vuole, erano morte di invidia e rabbia (trasformandosi in rocce affioranti che furono causa di molti naufragi) dopo la sconfitta canora sconfitta per opera di Orfeo, che trattenne i propri marinai ammaliati dalle sirene cantando a sua volta melodie ancora più suggestive, perché erano ancora vive e vegete a tentare Odisseo che veleggiava verso Itaca?

Ne sopravvisse forse solo qualcuna, come farebbe presupporre il fatto che nell’Odissea compaiono solo due delle sette sirene prima conosciute con i nomi di Aglaofeme, Aglaope, Leucosia, Ligea, Molpe, Partenope, Pisinoe Radine, Teles, Telsepeia, Telsiope.