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I soldi di Paride.

Quanto fu disinteressata la scelta di Elena?

Nobile e romantica fu la scelta di Paride, che, nel celeberrimo episodio della mela d’oro, scelse l’amore disprezzando sapienza e potere.

Ma quella di Elena?

Fu la dea Afrodite ad accecarla, come sostengono alcuni dei più grandi scrittori di Grecia, assolvendola così da ogni responsabilità morale, o anche il dio Pluto ci mise uno zampino?

Menelao, come è noto, doveva il suo potere al carisma personale più che al denaro (del resto, l’abnegazione e l’indifferenza verso il lusso saranno una costante nella storia di Sparta). Nel VI libro dell’Iliade, per esempio, lo troviamo fortemente tentato dalla corruzione e pronto a risparmiare la vita di Adrasto in cambio di ori e bronzi; senza l’irritato intervento di Agamennone, l’Atride più giovane avrebbe sicuramente incassato la “bustarella”.

Le antologie, al contrario, tacciono abilmente che Paride era il più ricco dei Troiani, incarnando le caratteristiche del nuovo mondo mercantile, dagli ideali più sfumati a vantaggio di una intelligenza pragmatica inimmaginabile nella sfera epica.

Non a caso, il peplo più bello della madre Ecuba, destinato ad essere offerto ad Atena, fu dono di Paride, e non fu l’unico, se Omero sentì il bisogno di specificare che era posizionato in fondo ad una catasta di abiti pregiati.

Priamo, il potere, Ettore, la fecondità, e Paride, la forza economica sono appunto i tre lati di un immaginario triangolo che simboleggia, secondo Georges Dumèzil, l’ideologia indoeuropea e che avrà eco molto ridotta nel mondo greco, proteso per i due estremi di democrazia e tirannide.

Dumèzil sostiene, così, che Troia, incentrata su questa struttura tripartita (il che rende perfettamente coerente il personaggio di Ettore, sposo e padre, e spiega perchè il matrimonio fra Paride ed Elena debba restare infruttuoso, ma lascia insoddisfatti sull’insistita ripresa epica dei molti figli di Priamo), sia destinata alla sconfitta per lasciare spazio alla moderna mentalità greca, che alla tripartizione del potere, di cui è esempio fulgido la Trinità dei cristiani, non riservò alcuna credibilità.