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Etrusca medicina

Curiosità fra anatomia e archeologia svelate da Vittorio Gradoli

Vittorio Gradoli Etrusca medicina Scipioni, 2007 (pp.127)

Letto l’8 agosto 2007 Voto:8

Abstract: Religione, magia e medicina s’intrecciano e si confondono nel popolo etrusco, il più superstizioso dell’antichità. Impenetrabili e imperturbabili, gli dei greci anticipano la laicità.
Di contro, gli dei etruschi, capricciosi e bisbetici, perpetuamente in simbiosi con i mortali, sono gli ideatori della magia e del panteismo. Da allora i maghi, i fattucchieri, i ciarlatani hanno invaso le città d’Italia. Poi arrivò Ippocrate a gettare le basi della Scienza medica, mettendo in fuga Asclepio con i suoi serpenti. Nonostante il contesto teurgico in cui vissero, gli etruschi furono all’avanguardia nella medicina e nella chirurgia.
Abbiamo cercato di raccontarlo in questo libro.

Breve commento: Si tratta di un libro estremamente interessante, ricco di aneddoti che investono l’intero mondo classico e chiaro e conciso nella forma espositiva. Nell’intero testo si apprezzano riferimenti tecnici precisi sia dal punto di vista archeologico che anatomico. Pregevole la postfazione siglata da Scipioni, che ben esprime la commistione di scienza e superstizione in auge fra gli Etruschi.

Curiosità:

Furono i Medici i primi a stimolare lo studio della civiltà etrusca per rivendicare la propria autonomia culturale nei confronti della civiltà romana e della curia cattolica.
Gli ex voto prendevano la forma della parte del corpo di cui si voleva chiedere la guarigione.
L’autopsia su un cadavere non fu mai eseguita né da Ippocrate né da Galeno (i più grandi medici del mondo), mentre sembra che già nel VI sec A.C. Alcmeone, della celebre scuola di medicina di Crotone, abbia eseguito dissezioni umane. Grande importanza assunse, nel III sec, la scuola alessandrina con Erofilo, che studiò particolarmente il cervello, e Eresistrato, che si occupò, tra l’altro, di sezionare il cuore distinguendo arterie e vene.
Il dio infernale per gli Etruschi divenne Mantus, il San ( c ) tus dei romani (appellativo riferito ad Apollo.
La saliva contiene il lisozima, un enzime ad azione batteriolitica.
La grande incidenza percentuale dell’anemia mediterranea in Toscana si spiega perché i globuli rossi degli anemici (e dei portatori sani del morbo) hanno una vita più breve del normale e non permettono al plasmodio (causa della malaria) di completare il proprio ciclo riproduttivo nel sangue dell’infettato.
Pella, Scelba, Fanfani e il giovane Prodi fecero una seduta spiritica per ritrovare l’on. Moro dopo il sequestro.
Per curare il mal di piedi, gli Etruschi formulavano 27 volte questa formula: Terra pestem teneto/ salus hic maneto in meis pedibus, poi toccavano terra, sputavano e cantavano a digiuno.