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La sovrana lettrice

Alan Bennett offre un racconto arguto sui pregi e sui limiti della lettura

 

 

 

Alan Bennett La sovrana lettrice Adelphi, 2007 (pp.95)

Letto dal 27 al 28 ottobre 2007                                         Voto: 8

 

Abstract: A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all’ultima pagina, anzi all’ultima riga.

 

Breve commento: Una profonda riflessione sui limiti della letteratura, che tarpa le ali alla vita attiva e rende elitaria la conversazione. Brio, umorismo, gusto del paradossale, cura del particolare rendono il libro particolarmente godibile.

 

Frasi estrapolate dal testo:

Dite tutta la verità, ma ditela insinuandola: l’importante è girarci intorno
A ottanta anni le cose non succedono, si ripetono.
Era un po’ come essere a scuola, e non più in là delle elementari.
La chiave di volta della felicità è non sentirsi investiti di alcun diritto.
Il ragguaglio è succinto, concreto, pertinente. La lettura è disordinata, dispersiva e sempre invitante. Il ragguaglio esaurisce la questione, la lettura la apre.
Gli hobby implicavano predilezioni e le predilezioni andavano evitate; prediligere significa anche escludere.

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