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Nudi e crudi

Il racconto che ha rivelato in Italia il genio di Alan Bennett

 

Alan Bennett Nudi e crudi Adelphi, 2001 (pp.95)

Letto il 2 febbraio 2008                             Voto: 7.5

 

Abstract: Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un’esilarante catarsi di rara crudeltà.

 

Breve commento: Gradevole, a tratti graffiante, spesso impietoso, cinicamente perfetto. All’apparenza, è un non-sense, ma la conclusione dà luce e offre un valore etico al racconto

 

Frasi estrapolate dal testo:

Gli amici sopportavano il suo racconto solo in quanto inevitabile preludio al loro;
La gente[…] può fare a meno di tante cose; il problema è che non riesce a non andare a comprarle;
Usava di rado il nome della moglie, e solo come una sorta di corpo contundente.
 

 

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