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Ulisse, figlio di inganno?

Laertiade o Sisifide l’eroe dell’Odissea?

 

Che l’uomo dal multiforme ingegno, l’eroe scaltro e astuto dell’Odissea discendesse dai miti lombi di Laerte, noto alla mitologia solo per la sua progenie, fu messo in dubbio già dai commentatori antichi.

Certo, Odisseo avrebbe potuto ereditare furbizia e opportunismo dal nonno materno, Autolico, figlio di Hermes ed esperto di abigeato, ma è proprio un caso che, la notte prima delle nozze di Anticlea, abbia soggiornato nella sua casa proprio Sisifo? E che esattamente nove mesi dopo, la reggia di Itaca abbia risuonato del pianto possente del piccolo Odisseo?

La prova del DNA era ancora in mente Dei, ma la comune discendenza da Deucalione comportava una certa somiglianza fra i due uomini di Anticlea. Non è improbabile che la giovane sia stata affascinata dall’astuto Sisifo, l’unico uomo capace di contrastare il padre: Autolico non fece infatti in tempo a rallegrarsi del pingue bottino ottenuto da una razzia nei pascoli di Sisifo che già l’ardimentoso giovane bussò alla sua porta ripretendendolo sulla base di prove inoppugnabili. Aveva infatti ferrato gli zoccoli di ciascun animale con le proprie iniziali. Seguendo le orme, non solo identificò il ladro, ma potè dimostrarne l’impostura semplicemente mostrando gli zoccoli delle bestie ormai camuffate in maniera altrimenti irriconoscibile.

Il sex appeal con cui Odisseo sedurrà e strumentalizzerà tutte le donne che incrocerà sul suo cammino potrebbe avere un antecedente nelle capacità seduttive di Sisifo, il solo fra i mortali che riuscì a sposare una delle Pleiadi, Merope.