
Andrea Camilleri Racconti quotidiani Mondadori, 2008 (pp. 100)
Letto il 17 giugno 2008 Voto: 6
Abstract: I bambini convinti dell’esistenza di polli a sei cosce o di pesci-bastoncino nati sul banco del supermercato, il ricordo del “catanonno” contrabbandiere e l’importanza delle figure femminili, le code negli uffici pubblici e l’anarchia maleducata delle stagioni che non ci sono più… Questi ventuno racconti quotidiani oscillano tra il dato di cronaca e la pura narrazione d’invenzione, il ricordo personale e l’analisi di costume. Rimanendo sempre fedele alla propria vocazione di grande narratore, Camilleri ci offre una finestra spalancata sul suo mondo, sulla sua personalità di uomo e di scrittore: il debito con Simenon e la creazione del commissario Montalbano, l’amore per la Sicilia con i suoi drammi e le sue speranze, il rimpianto per le tradizioni che vanno scomparendo. Tutto sempre vissuto e raccontato con partecipazione e ironia, il tratto più caratteristico di uno stile che incanta i lettori a ogni nuovo libro, a ogni nuova avventura.
Breve commento Step interlocutorio nella prolifica produzione camilleriana. La raccolta, di piacevole lettura, non aggiunge molto a quanto già espresso nelle biografie e nell’autobiografia dell’autore, che dimostra comunque un passato di buone letture, a cui tal volta attinge a man bassa. Per esempio, attribuisce ad un suo amico l’esperienza di Socrate, che tollerava di buon grado l’insopportabile moglie, Santippe, perché era un allenamento continuo alla tolleranza.
Frasi estrapolate dal testo:
Verminoso intreccio
“la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire” (Montaigne)

Benedetta Colella








