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Gli alunni del sole

Giuseppe Marotta, Bellavista ante litteram, racconta e mescola mitologia greca e mondo partenopeo

 

 

 

Giuseppe Marotta Gli alunni del sole Rizzoli, 2004 (pp.211)

Letto il 28 giugno 2008                                   Voto:8

 

Abstract: Un fruttivendolo guappo, un gobbo ignorante e superstizioso, un carbonaio ladro, un fattorino giovane e intrigante, un erudito ex bidello di scuola: cosa possono avere in comune questi personaggi così diversi? L’amore per la mitologia greca, naturalmente. O meglio la curiosità di conoscere amori, furori, imbrogli, battaglie degli dèi greci. Federico Sòrice, il bidello, racconta giorno per giorno una sorta di mitologia rivisitata con spirito tipicamente napoletano, perché così le avventure e i piaceri di don Antonio Pagliarulo o di don Rosario Nepeta si intrecciano a quelli di Giove, Minerva, Nettuno, Venere, Ercole…

 

Breve commento: Il lessico e la verve napoletana, quel pragmatismo che adula e, adulando, raggira sono rapportati al mondo olimpico, a cui si guarda con scetticismo e, insieme, ammirazione. Meno entusiasmanti sono invece i racconti finali, bonarie diapositive su Napoli

 

Frasi estrapolate dal testo:

A qualunque monte di pietà, se offrite il vostro cervello in pegno non ottenete una sovvenzione di mezza lira.
L’indebolimento del cervello è una grazia di S. Ciro medico…è l’etere, è il cloroformio, è l’anestetico principale mentre il destino e la sventura ci operano.
La vendetta è un affilatissimo coltello senza impugnatura.
 

Curiosità:

Anteo, figlio di Poseidone e Gea, rubava gli scheletri ai passanti per ornare con le ossa i templi al padre.

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