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Il culto della zanzara

Il leone, Prometeo e l’elefante (e il trionfo dei deboli) in una favola di Esopo

Amelie Nothomb, nel suo bel libro Né di Eva né di Adamo, racconta che in alcune comunità indiane le zanzare sono venerate come dee e custodite in templi personali. Durante le funzioni religiose, a cui assistono i fedeli a torso nudo, gli sciami vengono liberati nell’aria e devastano con migliaia di punture la pelle dei masochistici dolenti.

All’estremo opposto, la comunità occidentale tenta da sempre di bonificare le zone umide dal proliferare di questi fastidiosi insetti, temuti anche in epoca classica.






Λέων καὶ Προμηθεὺς καὶ ἐλέφας.
Λέων κατεμέμφετο Προμηθέα πολλάκις ὅτι μέγαν αὐτὸν ἔπλασε καὶ καλόν, καὶ τὴν μὲν γένυν ὥπλισε τοῖς ὀδοῦσι, τοὺς δὲ πόδας ἐκράτυνε τοῖς ὄνυξιν, ἐποίησέ τε τῶν ἄλλων θηρίων δυνατώτερον.

“ὁ δὲ τοιοῦτος, ἔφασκε, τὸν ἀλεκτρυόν ἁφοβοῦμαι.”

Καὶ ὁ Προμηθεὺς ἔφη· “Τί με μάτην αἰτιᾷ; τὰ γὰρ ἐμὰ πάντα ἔχεις ὅσα πλάττειν ἐδυνάμην· ἡ δέ σου ψυχὴ πρὸς τοῦτο μόνον μαλακίζεται.”

Ἔκλαιεν οὖν ἑαυτὸν ὁ λέων καὶ τῆς δειλίας κατεμέμφετο καὶ τέλος ἀποθανεῖν ἤθελεν.

Οὕτω δὲ γνώμης ἔχων ἐλέφαντι περιτυγχάνει, καὶ προσαγορεύσας εἱστήκει διαλεγόμενος, καὶ ὁρῶν διαπαντὸς τὰ ὦτα κινοῦντα·

“Τί πάσχεις; ἔφη, καὶ τί ποτε οὐδὲ μικρὸν ἀτρεμεῖ σου τὸ οὖς; ”

Καὶ ὁ ἐλέφας, κατὰ τυχὴν περιπτάντος αὐτῷ κώνωπος·

“Ὁπᾷς, ἔφη, τοῦτο τὸ βραχύ, τὸ βομβοῦν; ἢν εἰσδύνῃ μου τῇ τῆς ἀκοῆς ὁδῷ, τέθνηκα.”

Καὶ ὁ λέων· “Τί οὖν ἔτι ἀποθνῄσκειν, ἔφη, με δεῖ τοσοῦτον ὄντα καὶ ἐλέφαντος εὐτυχέστερον ὅσῳ κρείττων κώνωπος ὁ ἀλεκτρυών;”

Ὁρᾷς ὅσον ἰσχύος ὁ κώνωψ ἔχει, ὡς καὶ ἐλεφαντα φοβεῖν.


Il leone e Prometeo e l’elefante

Un leone rimproverava spesso Prometeo perché lo plasmò grande e bello e gli armò la mascella con le zanne e rafforzò i piedi con le unghie e lo fece più forte degli altri animali.

“E io, uno così imponente, ho paura di un gallo” diceva.

E Prometeo disse: “Perché mi colpevolizzi invano? Tu hai tutti i miei (accessori), quanti ho potuto farne. Ma la tua mente per questo solo viene meno”.

Si compiangeva, dunque, il leone e biasimava la sua viltà e infine voleva morire.

Avendo questa intenzione (gen. Part), si imbatte in un elefante, e, avendolo salutato, si fermava a parlare, e vedendo(lo) muovere le orecchie dappertutto:

“Perché soffri?” disse” E perché il tuo orecchio non si ferma mai neanche un po’?”

E mentre per caso una zanzara gli svolazzava intorno, l’elefante:

“vedi” disse “questo piccolino, quello che ronza? Se prende la strada dell’orecchio, sono rovinato.”

E il leone disse: “Perché devo morire io che sono così e più fortunato dell’elefante di quanto il gallo è più forte della zanzara”.

Vedi quanta forza ha la zanzara che terrorizza anche un elefante.