
Se gruppi di disperati abbandonano ogni giorno le loro terre per cercare ventura in Europa, se le nostre strade e le coste sono gremite di infelici spinti in Italia dal miraggio di ricchezza e di libertà, la colpa è della globalizzazione, che, imponendo stili di vita diversi, innesca dinamiche psicologiche di insoddisfazione e negazione.
Il desiderio, infatti, diventa impellente ed insopportabile solo dopo essere stato stimolato: chi vive inconsapevole dei privilegi altrui non soffre per le proprie privazioni. Il dramma dell’infelicità diffusa, oggi, sta appunto nell’ambire ad oggetti e status symbol incompatibili con il reddito personale, ma sbandierati e ostentati come imprescindibili in televisione e nella vita.
Toqueville ha dimostrato che la Rivoluzione Francese non scoppiò quando il regime assolutistico mantenne nella povertà e nell’inconsapevolezza le masse, ma quando l’Illuminismo e la Rivoluzione Industriale, insieme, nutrirono l’anima e il corpo del Terzo Stato.
Fu Erodoto il primo ad evidenziare queste dinamiche, raccontando il consiglio che il saggio Sandani diede al re di Lidia che voleva ingaggiare battaglia con i Persiani.
Leggiamolo insieme:
παρασκευαζομένου δὲ Κροίσου στρατεύεσθαι ἐπὶ Πέρσας, τῶν τις Λυδῶν νομιζόμενος καὶ πρόσθε εἶναι σοφός, ἀπὸ δὲ ταύτης τῆς γνώμης καὶ τὸ κάρτα οὔνομα ἐν Λυδοῖσι ἔχων, συνεβούλευσε Κροίσῳ τάδε· οὔνομά οἱ ἦν Σάνδανις.
Mentre Creso progettava di fare una spedizione contro i Persiani, uno dei Lidi, considerato saggio anche prima e con una fama anche maggiore fra i Lidi in seguiro a questo discorso, consigliò a Creso queste cose (si chiamava Sandani)
“ὦ βασιλεῦ, ἐπ᾽ ἄνδρας τοιούτους στρατεύεσθαι παρασκευάζεαι, οἳ σκυτίνας μὲν ἀναξυρίδας σκυτίνην δὲ τὴν ἄλλην ἐσθῆτα φορέουσι, σιτέονται δὲ οὐκ ὅσα ἐθέλουσι ἀλλ᾽ ὅσα ἔχουσι, χώρην ἔχοντες τρηχέαν.
O re, stai progettando di lanciarti in guerra contro uomini tali che portano braghe di cuoio e ogni altro indumento di cuoio, e mangiano non ciò che vogliono, ma ciò che hanno, dato che hanno un territorio sassoso
(3) πρὸς δὲ οὐκ οἴνῳ διαχρέωνται ἀλλὰ ὑδροποτέουσι, οὐ σῦκα δὲ ἔχουσι τρώγειν, οὐκ ἄλλο ἀγαθὸν οὐδέν.
Inoltre non godono di vino ma bevono acqua, non hanno da mangiare nè fichi nè nessuna altra cosa buona
τοῦτο μὲν δή, εἰ νικήσεις, τί σφέας ἀπαιρήσεαι, τοῖσί γε μὴ ἔστι μηδέν; τοῦτο δέ, ἢν νικηθῇς, μάθε ὅσα ἀγαθὰ ἀποβαλέεις· γευσάμενοι γὰρ τῶν ἡμετέρων ἀγαθῶν περιέξονται οὐδὲ ἀπωστοὶ ἔσονται.
Dunque, se vincerai, che cosa potrai togliere a questi che non hanno niente? Qualora invece tu fossi sconfitto, guarda quanti beni perderai: dopo aver assaggiato i nostri beni, si avvicineranno e non saranno allontanabili.
(4) ἐγὼ μέν νυν θεοῖσι ἔχω χάριν, οἳ οὐκ ἐπὶ νόον ποιέουσι Πέρσῃσι στρατεύεσθαι ἐπὶ Λυδούς”. ταῦτα λέγων οὐκ ἔπειθε τὸν Κροῖσον
Io ora ho gratitudine nei confronti degli dei che non mettono in mente ai Persiani di marciare contro i Lidi”. Pur dicendo queste cose, non convinceva Creso

Benedetta Colella








