
Anobii è, per i bibliofili, una vera e propria droga legalizzata: con un sistema di classificazione rapidissimo e totalmente gratuito, il sito (www.anobii.com) permette di inserire in rete gli schedari della propria biblioteca personale e rapportarsi con altri lettori alle prese con lo stesso testo che ci avvince o ci irrita.
Anche io ho inserito in gran parte i miei gioielli (www.anobii.com/cioccolato/books) (mi manca ancora tutto il reparto classico, ma mi auguro di riuscire a completare il tutto a breve) e mi sono iscritta a diverse liste di discussione, sui miei autori preferiti, sull’essenza stessa dell’essere lettori, sul mondo classico che tanto amo.
In particolare, c’è quello intitolato “Classici greci e latini” a cui hanno ad oggi aderito 223 persone, che è molto attivo nella segnalazione di nuovi testi editi e nella trattazione di piccole e grandi questioni della letteratura antica.
Meno popoloso, ma ugualmente interessante è “I poemi epici e la cultura classica”, specificatamente riservato ad Omero e a Virgilio. Per la mitologia, c’è invece “
Fervore e attivismo sono costanti, invece, in “noi del ghetto dei lettori”, gruppo di discussione che ha doppiato la boa dei 1.500 aderenti e in cui si esamina tutto ciò che è cultura e, spesso, bibliomania.
Navigare su Anobii è uno stimolo continuo a confrontarsi, ad analizzare, a confrontare, talora a polemizzare, sempre ad imparare

Benedetta Colella








