
La storia è una maestra paziente, ma spietata. Impartisce sempre la stessa lezione e condanna chi non la impara a rivivere sulla propria pelle sbigottimenti e dispiaceri.
Il sogno di una vita tranquilla si infrange di fronte alla prepotenza altrui: chiudere gli occhi per quieto vivere significa riaprirli nel sangue e nel dolore, ignorare una prepotenza in nome della pace significa affrontare la guerra più in là, con un nemico insuperbito dagli asservimenti precedenti.
Erodoto, che pure non ha mai trascurato le realtà locali e ha anzi sempre cercato di riconoscere dignità e autorità ad ogni terra del mondo antico, si inchina di fronte ad Atene, non solo perchè seppe affrontare i persiani, ma anche perchè modellò e nutrì con il suo esempio l’anelito alla libertà delle poleis greche.
Accettare, chinare la testa e pagare tributi al Persiano invasore sarebbe stata la scelta più comoda,ma rinunciare alla libertà e alla cultura sarebbe stato peggio di morire. Se noi siamo (almeno provvisoriamente) liberi, è merito anche degli eroi che seppero resistere quando la paura sussurrava: “Inchinati, sopporta, vivi schiavo, ma vivi!”
Lo dimostra senza remore Erodoto quando scrive:
[1] ἐνθαῦτα ἀναγκαίῃ ἐξέργομαι γνώμην ἀποδέξασθαι ἐπίφθονον μὲν πρὸς τῶν πλεόνων ἀνθρώπων, ὅμως δὲ τῇ γέ μοι φαίνεται εἶναι ἀληθὲς οὐκ ἐπισχήσω
E a questo punto sono spinto dalla necessità a dichiarare un’opinione odiosa per i più, ma non mi tirerò indietro di fronte ad una cosa che mi sembra vera.
[2] εἰ Ἀθηναῖοι καταρρωδήσαντες τὸν ἐπιόντα κίνδυνον ἐξέλιπον τὴν σφετέρην, ἢ καὶ μὴ ἐκλιπόντες ἀλλὰ μείναντες ἔδοσαν σφέας αὐτοὺς Ξέρξῃ, κατὰ τὴν θάλασσαν οὐδαμοὶ ἂν ἐπειρῶντο ἀντιούμενοι βασιλέι. εἰ τοίνυν κατὰ τὴν θάλασσαν μηδεὶς ἠντιοῦτο Ξέρξῃ, κατά γε ἂν τὴν ἤπειρον τοιάδε ἐγίνετο·
Se gli Ateniesi, avendo temuto molto il pericolo imminente, avessero lasciato la loro terra, o anche se, senza lasciarla, ma essendosi trattenuti, si fossero consegnati a Serse, nessuno avrebbe provato ad opporsi al re per mare. E se nessuno avesse contrastato Serse sul mare, per terra sarebbe successo qualcosa del genere:
[3] εἰ καὶ πολλοὶ τειχέων κιθῶνες ἦσαν ἐληλαμένοι διὰ τοῦ Ἰσθμοῦ Πελοποννησίοισι, προδοθέντες ἂν Λακεδαιμόνιοι ὑπὸ τῶν συμμάχων οὐκ ἑκόντων ἀλλ᾽ ὑπ᾽ ἀναγκαίης, κατὰ πόλις ἁλισκομένων ὑπὸ τοῦ ναυτικοῦ στρατοῦ τοῦ βαρβάρου, ἐμουνώθησαν, μουνωθέντες δὲ ἂν καὶ ἀποδεξάμενοι ἔργα μεγάλα ἀπέθανον γενναίως.
Se anche i Peloponnesiaci avessero costruito per tutto l’Istmo molti brandelli di mura, gli Spartani, traditi dagli alleati, non per loro volontà, ma per necessità, conquistati città per città dalla flotta barbara, sarebbero stati isolati e, isolati, sarebbero morti nobilmente, anche se avessero portato a termine grandi azioni.
[4] ἢ ταῦτα ἂν ἔπαθον, ἢ πρὸ τοῦ ὁρῶντες ἂν καὶ τοὺς ἄλλους Ἕλληνας μηδίζοντας ὁμολογίῃ ἂν ἐχρήσαντο πρὸς Ξέρξην. καὶ οὕτω ἂν ἐπ᾽ ἀμφότερα ἡ Ἑλλὰς ἐγίνετο ὑπὸ Πέρσῃσι. τὴν γὰρ ὠφελίην τὴν τῶν τειχέων τῶν διὰ τοῦ Ἰσθμοῦ ἐληλαμένων οὐ δύναμαι πυθέσθαι ἥτις ἂν ἦν, βασιλέος ἐπικρατέοντος τῆς θαλάσσης.
O avrebbero sofferto queste ristrettezze o, prima di ciò, vedendo trattare tutti i greci, avrebbero stipulato un accordo con Serse. E così in tutti e due i casi la Grecia starebbe sotto i persiani. Non posso chiedermi quale sarebbe stata l’utilità delle mura innalzate nell’Istmo, se il re fosse padrone del mare.
[5] νῦν δὲ Ἀθηναίους ἄν τις λέγων σωτῆρας γενέσθαι τῆς Ἑλλάδος οὐκ ἂν ἁμαρτάνοι τὸ ἀληθές. οὗτοι γὰρ ἐπὶ ὁκότερα τῶν πρηγμάτων ἐτράποντο, ταῦτα ῥέψειν ἔμελλε· ἑλόμενοι δὲ τὴν Ἑλλάδα περιεῖναι ἐλευθέρην, τοῦτο τὸ Ἑλληνικὸν πᾶν τὸ λοιπόν, ὅσον μὴ ἐμήδισε, αὐτοὶ οὗτοι ἦσαν οἱ ἐπεγείραντες καὶ βασιλέα μετά γε θεοὺς ἀνωσάμενοι.
Ora non si allontanerebbe dal vero chi dicesse che gli Ateniesi furono i salvatori della Grecia. Infatti a qualunque delle due opzioni essi si fossero rivolti, sarebbero successe queste cose: avendo scelto che la Grecia fosse libera, loro furono coloro che risvegliarono tutta la restante parte greca, quella che non patteggiò, e la liberarono, assieme agli dei, dal Re.

Benedetta Colella








