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Titoni e Titani

Gerontocrazia e vecchiaia. Il mito di Titone ed Eos

Non sono a favore del giovanilismo imperante. A chi distribuirebbe il potere in base al Dio Crono contrappongo sempre gli, ahimè, vilipesi doni dell’intelletto, che non scadono né si moltiplicano automaticamente con il passare del tempo.

E’ critica, però, diffusa alla nostra èlite politico-culturale l’elevata età media di quanti si trovano nella stanza dei bottoni: al grido “Il nuovo che avanza”, i padri incoronano i figli, i pigmalioni le loro Lisa e nulla cambia, se non per la presenza di prestanome al posto degli attori, di marionette al posto dei burattinai.
Titono, figlio di Laomedonte e quindi fratello maggiore di Priamo, era un uomo di rara bellezza; dei suoi muscoli e del suo sorriso si invaghì una dea, un’immortale: Eos. Secondo una consuetudine inveterata nell’Olimpo degli stupri, fu lei a rapire lui, che avrebbe disdegnato volentieri il talamo divino.

Per gli dei, si sa, la vita umana dura quanto un battito di ciglia e la prospettiva di un’eternità di vedovanza non allettava minimamente la dea dell’aurora, che chiese ed ottenne da Zeus l’immortalità per l’amato bene.
Immortalità, però, non vuol dire giovinezza: Titone viveva, certo, ma invecchiava giorno dopo giorno, anno dopo anno. Il suo corpo vigoroso si rattrappiva, la sua voce soave diventava un borbottio sempre più incomprensibile, il bel ragazzo si trasformava pian piano in un uomo maturo, in un anziano piacente, in un vecchio cadente, un moribondo senza speranza di pace.

La morte tanto temuta diveniva per lui una meta agognata e in eterno differita. Se Eos non voleva far la vedova, ancor meno aveva l’animo dell’operatrice sociale: quel Titone tanto rattrappito da essere accolto in una culla, quel vecchio con esigenze da neonato era un problema da risolvere. Così, con una di quelle metamorfosi tanto care all’eziologia classica, lo trasformò in una cicala, elogio vivente ad una vita breve e gaudente.

I Titoni che oggi vegetano in case di cura simili a bunker, snobbati da Ade e dalla vita, sono stati Titani tronfi e orgogliosi delle loro responsabilità, indispensabili sul lavoro e in casa, hanno creduto perenne la loro vigoria. Ricordiamoci ogni tanto che solo una vocale separa l’uno dall’altro stadio della vita!