
A che serve la bellezza?
Dovremmo domandarcelo durante le ore di noia al parrucchiere o davanti all’estratto conto di un centro benessere, agli scontrini dell’erboristeria. I media ci hanno quasi convinto che sia una questione di autostima e non di follia variare ossessivamente tinte, trucchi, abiti, soffrire la fame o il sonno per curarsi, per esibire visi e corpi in niente uguali all’originale.
Ci ostiniamo a pensare che il successo con l’altro sesso dipenda dall’avvenenza, dimenticando che questa balugina nell’intelligenza di uno sguardo, nel brio di una risposta, nell’eleganza di un discorso e non in un maquillage che resisterà sei ore o in un vestito che ci sembrerà uno straccio dopo tre passate in lavatrice. Non nego che un gruppuscolo di uomini e donne stolti consideri il look un discrimine per la propria attenzione: sono però in genere single insoddisfatti, esteti che svolazzano da una storia all’altra seguendo la scia di un profumo, non l’unicità di un pensiero.
Per questo, sarebbe opportuno per tutti, non solo per chi ama il greco, soffermarsi su questa lucida analisi di Euripide.
E’ un momento drammatico per le Troiane: lutti recenti e prossima schiavitù portano al parossismo donne un tempo felici.
Quando Elena, la causa principale di tanti mali, osa inserirsi nel gruppo delle dolenti, l’indignazione del coro cresce ed Ecuba, l’anziana suocera, non si trattiene più: è un dolore troppo grande, il suo, e non può accettare che sia stato il capriccio di fatue divinità a strapparle regno, marito e gloria, tutto in nome della bellezza.
Ταῖς θεαῖσι πρῶτα σύμμαχος γενήσομαι
[970] καὶ τήνδε δείξω μὴ λέγουσαν ἔνδικα.
Sarò io la prima alleata per le dee e ti dimostrerò che non parli a ragione.
Ἐγὼ γὰρ Ἥραν παρθένον τε Παλλάδα
οὐκ ἐς τοσοῦτον ἀμαθίας ἐλθεῖν δοκῶ,
ὥσθ’ ἣ μὲν Ἄργος βαρβάροις ἀπημπόλα,
Παλλὰς δ’ Ἀθήνας Φρυξὶ δουλεύειν ποτέ,
[975] εἰ παιδιαῖσι καὶ χλιδῇ μορφῆς πέρι
ἦλθον πρὸς Ἴδην.
Io non credo, infatti che Era e la vergine Pallade siano giunte a tal punto di follia da cedere l’una Argo ai barbari e l’altra da rendere schiava dei Frigi Atene, se mai fossero venute dalle parti di Troia per scherzo e per vanità.
Τοῦ γὰρ οὕνεκ’ ἂν θεὰ
Ἥρα τοσοῦτον ἔσχ’ ἔρωτα καλλονῆς;
Πότερον ἀμείνον’ ὡς λάβῃ Διὸς πόσιν;
Perchè mai la dea Era avrebbe dovuto chiedere tanta bellezza? Forse per prendere un marito più potente di Zeus?
Ἢ γάμον Ἀθηνᾶ θεῶν τίνος θηρωμένη
[980] ἣ παρθενείαν πατρὸς ἐξῃτήσατο,
φεύγουσα λέκτρα;
E Atena, che chiese al padre la verginità, rifuggendo i letti, di quale dio era in cerca?
Μὴ ἀμαθεῖς ποίει θεὰς
[982] τὸ σὸν κακὸν κοσμοῦσα, μὴ οὐ πείσῃς σοφούς.
Non fare scervellate le dee per abbellire il tuo male, non convincerai i saggi.

Benedetta Colella








