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Eracle e la prima guerra contro Troia

Un antecedente mitico alla spedizione di Agamennone (Isocrate, Filippo, 111/112)


L’ostilità fra Oriente e Occidente non nacque, per i Greci, con il tradimento di Elena, ma affondò le radici in un passato ancora più remoto, tra dei ed uomini valorosi che lottavano per il riconoscimento dei loro diritti e per la definitiva sanzione della propria identità.
Il nemico esterno, sostiene Isocrate, serve a tacitare le discordie intestine e a temprare la forza e l’unità degli eserciti. Se Filippo si riconosce nel suo glorioso antenato, è suo dovere, conclude l’oratore, imitarne le gesta e portare morte e distruzione fuori dai confini della Grecia.
Leggiamo insieme:

Ἐκεῖνος γὰρ ὁρῶν τὴν Ἑλλάδα πολέμων καὶ στάσεων καὶ πολλῶν ἄλλων κακῶν μεστὴν οὖσαν, παύσας ταῦτα καὶ διαλλάξας τὰς πόλεις πρὸς ἀλλήλας, ὑπέδειξε τοῖς ἐπιγιγνομένοις μεθ’ ὧν χρὴ καὶ πρὸς οὓς δεῖ τοὺς πολέμους ἐκφέρειν.

Costui (Eracle), vedendo che la Grecia era piena di guerre e conflitti civili e molti altri mali, avendo interrotto queste cose e avendo fatto alleare fra loro le città, mostrò ai discendenti con chi e contro chi bisognava far guerra.

Ποιησάμενος γὰρ στρατείαν ἐπὶ Τροίαν, ἥπερ εἶχεν τότε μεγίστην δύναμιν τῶν περὶ τὴν Ἀσίαν, τοσοῦτον διήνεγκε τῇ στρατηγίᾳ τῶν πρὸς τὴν αὐτὴν ταύτην ὕστερον πολεμησάντων, [112] ὅσον οἱ μὲν μετὰ τῆς τῶν Ἑλλήνων δυνάμεως ἐν ἔτεσι δέκα μόλις αὐτὴν ἐξεπολιόρκησαν, ὁ δ’ ἐν ἡμέραις ἐλάττοσιν ἢ τοσαύταις καὶ μετ’ ὀλίγων στρατεύσας ῥᾳδίως αὐτὴν κατὰ κράτος εἷλεν.

Avendo fatto una spedizione contro Troia, che aveva allora il potere più grande fra i popoli dell’Asia, superò in abilità militare quelli che combatterono in un secondo momento contro quella stessa città tanto che quelli, con tutto l’esercito dei Greci, la assediarono con difficoltà in dieci anni, mentre lui, avendo combattuto in meno di dieci giorni e con pochi uomini, facilmente la conquistò con la forza.

Καὶ μετὰ ταῦτα τοὺς βασιλέας τῶν ἐθνῶν τῶν ἐφ’ ἑκατέρας τῆς ἠπείρου τὴν παραλίαν κατοικούντων ἅπαντας ἀπέκτεινεν· οὓς οὐδέποτ’ ἂν διέφθειρεν, εἰ μὴ καὶ τῆς δυνάμεως αὐτῶν ἐκράτησεν.

E dopo queste cose uccise tutti i re dei popoli che abitavano la costa da entrambi i lati; e non li avrebbe mai ammazzati, se non si fosse impossessato anche del loro potere.

Ταῦτα δὲ πράξας τὰς στήλας τὰς Ἡρακλέους καλουμένας ἐποιήσατο, τρόπαιον μὲν τῶν βαρβάρων, μνημεῖον δὲ τῆς ἀρετῆς τῆς αὑτοῦ καὶ τῶν κινδύνων, ὅρους δὲ τῆς τῶν Ἑλλήνων χώρας.

Avendo fatto queste cose, eresse le colonne dette di Eracle, trofeo contro i barbari, ricordo della sua virtù e dei pericoli corsi, confine della terra dei Greci