
Gianrico Carofiglio Né qui né altrove Laterza, 2008 (pp.160)
Letto dal 6 al 7 novembre 2008 Voto: 10
Abstract: Rivedersi dopo oltre vent’anni con amici che non hai più cercato Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un’altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l’età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.
Breve commento: Per un buon terzo, sembra un libro innocuo; non un romanzo nè un’autobiografia nè un saggio, ma la chiacchierata intima e piacevole con un amico caro, in cui non ti diverti nel senso pacchiano della risata e dell’esaltazione, ma stai bene e non vorresti essere altrove. Quando hai abbassato le tue difese, Carofiglio scatta e affonda nei punti più bui della nostra memoria, vergando alcune delle pagine più dolentemente vere sul senso della vita e su quella “recita a soggetto” che è l’amicizia dopo i trenta anni. Se dovessi racchiudere le mie tumultuose sensazioni in un solo aggettivo, direi che “Né qui né altrove” è un libro necessario
Frasi estrapolate dal testo:
Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto!
Come tutti i narcisisti, tu non hai mai vissuto per davvero. Hai sempre e soltanto interpretato un personaggio. E visto che quello è il tuo personaggio, gli hai dato tutte le qualità, altruismo incluso.
Rivedere oggi quelle immagini, che fecero il giro del mondo rimbalzando sui satelliti della CNN e delle altre televisioni, pensare che quelle scene di migrazioni bibliche si siano verificate a qualche centinaio di metri dalle nostre case, mentre noi eravamo intenti alle nostre occupazioni (e continuammo ad esserlo) genera un senso totale di spaesamento. Mentre passava la storia, non eravamo davvero qui. Né altrove.
Le storie, fatte in parti uguali di memoria e di fantasia, che ognuno di noi credeva fossero i ricordi

Benedetta Colella








