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Professione pirata

Tucidide e la pirateria prima di Minosse (I, 5)


La legge della giungla, spietata e incontrastata, impone agli animali di lottare fra loro, perché la sopravvivenza dell’uno dipende dalla morte dell’altro.
Se homo homini lupus, se cioè l’istinto primordiale alla prevaricazione non ci ha abbandonato, dovrebbe esserci la legge, l’etica o il senso dell’onore a trattenerci.
Non c’è stata.
Non c’è.
Tra questi due momenti di negazione c’è stato, forse, un periodo storico in cui il rispetto di sé, la vergogna di essere malgiudicati sono stati deterrenti, poi il lupo ha mangiato gli agnelli ed è salito a governare l’ovile, senza vergogna e anzi con una certa malata gloria nell’ostentare i delitti di cui si è macchiato per raggiungere il suo benessere.
Vorrei avere la freddezza di Tucidide nell’analizzare la questione; ma quando il grande storico scriveva la pirateria era già azione infamante. Adesso i pirati sono tornati.

οἱ γὰρ Ἕλληνες τὸ πάλαι καὶ τῶν βαρβάρων οἵ τε ἐν τῇ ἠπείρῳ παραθαλάσσιοι καὶ ὅσοι νήσους εἶχον, ἐπειδὴ ἤρξαντο μᾶλλον περαιοῦσθαι ναυσὶν ἐπ’ ἀλλήλους, ἐτράποντο πρὸς λῃστείαν, ἡγουμένων ἀνδρῶν οὐ τῶν ἀδυναωτάτων κέρδους τοῦ σφετέρου αὐτῶν ἕνεκα καὶ τοῖς ἀσθενέσι τροφῆς,

I Greci dell’antichità e, fra I barbari, I costieri nel continente e quanti avevano le isole, dopo che cominciarono ad avvicinarsi con più frequenza tra loro con le navi, si diedero alla pirateria, su comando degli uomini più forti per il guadagno proprio e per il nutrimento dei deboli,

καὶ προσπίπτοντες πόλεσιν ἀτειχίστοις καὶ κατὰ κώμας οἰκουμέναις ἥρπαζον καὶ τὸν πλεῖστον τοῦ βίου ἐντεῦθεν ἐποιοῦντο, οὐκ ἔχοντός πω αἰσχύνην τούτου τοῦ ἔργου, φέροντος δέ τι καὶ δόξης μᾶλλον·

e, scagliandosi contro città prive di mura e dislocate in villaggi, rapinavano e ottenevano da qui la maggior parte dei beni vitali, non comportando disonore questo lavoro e semmai procurando anche un po’ di gloria.

δηλοῦσι δὲ τῶν τε ἠπειρωτῶν τινὲς ἔτι καὶ νῦν, οἷς κόσμος καλῶς τοῦτο δρᾶν, καὶ οἱ παλαιοὶ τῶν ποιητῶν τὰς πύστεις τῶν καταπλεόντων πανταχοῦ ὁμοίως ἐρωτῶντες εἰ λῃσταί εἰσιν, ὡς οὔτε ὧν πυνθάνονται ἀπαξιούντων τὸ ἔργον, οἷς τε ἐπιμελὲς εἴη εἰδέναι οὐκ ὀνειδιζόντων.

Ce lo dimostrano ancora oggi alcuni degli abitanti dell continente, per cui è dignitoso fare questo, e gli antichi poeti, che domandano in ogni caso ai viaggiatori se sono pirati, dal momento che quelli a cui è domandato non neganoil fatto e quelli a cui interessa saperlo non lo biasimano.

ἐλῄζοντο δὲ καὶ κατ’ ἤπειρον ἀλλήλους. καὶ μέχρι τοῦδε πολλὰ τῆς Ἑλλάδος τῷ παλαιῷ τρόπῳ νέμεται περί τε Λοκροὺς τοὺς Ὀζόλας καὶ Αἰτωλοὺς καὶ Ἀκαρνᾶνας καὶ τὴν ταύτῃ ἤπειρον. τό τε σιδηροφορεῖσθαι τούτοις τοῖς ἠπειρώταις ἀπὸ τῆς παλαιᾶς λῃστείας ἐμμεμένηκεν·
 
Nel continente si depredavano a vicenda e ancora oggi buona parte dell’Ellade, dalle parti dei Locresi Ozoli e degli Etoli e degli Acarnani, è organizzata alla maniera antica e il girare armati è rimasto a questi popoli continentali come retaggio dell’antica pirateria.