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Giovani in quarantena

Un provocatorio attacco all'istituzione scolastica di Corinne Maier

Disfattismo, pessimismo, tristezza: per il mondo occidentale sta cominciando, secondo la pregevole definizione di Oliviero Beha, il Basso Impero, quello della resa, della perdita di conoscenza e di fiducia in sé e nel prossimo.
E’ una sensazione che ciclicamente ha scosso il mondo e che si è sempre diffusa sulle ceneri dell’Istruzione. Una autrice polemica e provocatoria, Corinne Maier, teorizzando in No Kid l’inutilità di avere figli, pone fra i quaranta punti del suo manifesto anche il problema Scuola.
Come tutte le generalizzazioni, anche questa si apre ad ogni critica, ma ha il merito di individuare nella mediocrità diffusa e richiesta il punto dolente del sistema.
Margherita Oggero chiude il suo Orgoglio di classe, sostenendo che la classe docente è scesa negli ultimi anni precipitosamente nella scala sociale: un gradino alla volta, dapprima adagio, poi sempre più velocemente. Ammirati, onorati, rispettati, ignorati, criticati, contestati, detestati.
Adesso leggiamo la presa di posizione della Maier e pensiamo a risalire!

Esattamente come i pazzi, i poveri e le prostitute, i bambini, che prima vivevano in mezzo agli adulti, hanno subito un processo di reclusione. La quarantena del bambino si chiama elementari, medie, liceo.
La scuola è un luogo di ammaestramento e di indottrinamento. E’ calibrata sul francese medio, né troppo brillante né troppo idiota, conforme al modello. Quello fatto con lo stampino, che impara a leggere l’anno in cui gli si dice di imparare a leggere, e non l’anno successivo; che accetta di fare stupidi esercizi senza chiedersi il perché. La scuola è molto normativa. Serve a formattare la gente per il lavoro, una routine che non richiede particolari competenze tecniche o intellettuali. La società industriale richiede un popolo abbrutito, rassegnato a svolgere un lavoro noioso, e a cercare soddisfazione unicamente durante le ore dedicate al tempo libero. La scuola è una meravigliosa anticamera a tutto questo.
In questo luogo di costrizione regna il maestro, o più esattamente la maestra, persone che in genere da piccole non amavano la scuola, altrimenti avrebbero fatto studi più brillanti e oggi farebbero un mestiere più interessante e meglio pagato. […]Sono pronti a rilevare ogni minima devianza e a orientare sistematicamente gli allievi verso un esercito di ortofonisti e psicologi, pensando così di disfarsi di una parte del lavoro.

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gardel

    gardel

    05 Jul 2009 - 08:22 - #1
    0 punti
    Up Down

    mi piace il tuo stile. non sembri come miei colleghi prof. ragioni.