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Il (cattivo?) odore di Alessandro Magno

Un fraintendimento di Alan Bennett


Una visita guidata di Alan Bennett, breve saggio iscritto nella Biblioteca minima dell’Adelphi riporta qualche considerazione di storia dell’arte espressa con l’occhio divertito e pettegolo del comico di successo.
Un breve passo mi ha lasciato perplessa.
Ad un certo punto Bennett ironizza: “Guardiamo la splendida panoramica del Veronese nella Famiglia di Dario davanti ad Alessandro. Dario, re di Persia, è stato sconfitto da Alessandro nella battaglia di Isso ed è fuggito dal campo di battaglia in modo abbastanza deplorevole, lasciando la madre, la moglie e i figli a vedersela con il vincitore. E’ sempre stato in discussione quale dei due uomini sulla destra sia Alessandro e quale sia il suo amico Efestione. E questo è anche il tema del dipinto, cioè il fatto che Sisigambide, la madre di Dario, avesse inizialmente rivolto le sue suppliche alla persona sbagliata. Ora Plutarco racconta che a volte Alessandro puzzava, quindi si è congetturato che Alessandro sia quello vestito di rosso sulla sinistra perché (diversamente dalla figura sulla destra) si è tolto l’armatura: evidentemente subito prima dell’incontro con la famiglia di Dario, consapevole dei suoi problemi di igiene personale, Alessandro aveva fatto una doccia veloce e si era cambiato”.

A parte l’anacronismo della doccia, che serve sicuramente per attualizzare la narrazione, a me risulta il contrario. Per gli antichi, infatti, il buon profumo si associa alla divinità (ancora oggi, infatti, a parecchi santi si attribuisce un profumo specifico) e Alessandro, volendo propagare l’ipotesi della sua origine divina, usava cospargersi di incensi e profumi. Sto attualizzando anche io, in realtà: Plutarco, più possibilista (o credulone) dice invece, con tono pseudoscientifico:

Ὅτι δὲ τοῦ χρωτὸς ἥδιστον ἀπέπνει καὶ τὸ στόμα κατεῖχεν εὐωδία καὶ τὴν σάρκα πᾶσαν, ὥστε πληροῦσθαι τοὺς χιτωνίσκους, ἀνέγνωμεν ἐν ὑπομνήμασιν Ἀριστοξενείοις ·
Apprendemmo nei ricordi di Aristosseno che il profumo olezzava dolcissimo dal corpo e coinvolgeva la bocca e tutto il corpo al punto che i vestiti ne erano intrisi

αἰτία δ´ ἴσως ἡ τοῦ σώματος κρᾶσις, πολύθερμος οὖσα καὶ πυρώδης·
probabilmente ne (era) causa la temperatura del corpo che era molto calda e febbricitante;

ἡ γὰρ εὐωδία γίνεται πέψει τῶν ὑγρῶν ὑπὸ θερμότητος, ὡς οἴεται Θεόφραστος.
Infatti, come sostiene Teofrasto il buon odore nasce per l’evaporazione degli umori (originata) dal calore.

Ὅθεν οἱ ξηροὶ καὶ διάπυροι τόποι τῆς οἰκουμένης τὰ πλεῖστα καὶ κάλλιστα τῶν ἀρωμάτων φέρουσιν·
Allo stesso modo i luoghi aridi e assolati della terra producono i più numerosi e belli fra i profumi:

ἐξαιρεῖ γὰρ ὁ ἥλιος τὸ ὑγρόν, ὥσπερ ὕλην σηπεδόνος ἐπιπολάζον τοῖς σώμασιν.
il sole annulla infatti l’umidità come materia di putrefazione prevalente nei corpi.

Ἀλέξανδρον δ´ ἡ θερμότης τοῦ σώματος ὡς ἔοικε καὶ ποτικὸν καὶ θυμοειδῆ παρεῖχεν.
L’alta temperatura del corpo, a quanto sembra, rendeva inoltre Alessandro intemperante e facile all’ubriacatura.