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Il colore della morte

Vestirsi a lutto, come e perché? (Plut. Quaest. Rom. 26)


Fin dai tempi più antichi l’uomo ha voluto esternare il dolore per una perdita adottando un tipo di vestiario che rendesse facilmente identificabile il dolente.
Se oggi prevalgono i colori scuri come l’umore di chi è privato di un familiare, nella Roma antica trionfava il bianco.
Come mai?
Se lo chiede anche Plutarco, al quale, da bravo greco, hanno insegnato che mostrare dolore, oltre ad essere comportamento riprovevole, sottopone l’infelice agli strali di una Sorte sfavorevole. Meglio mimetizzarsi, impaludarsi in vesti che rendano irriconoscibile il corpo agli dei vendicatori.
Per i Romani, invece, il rituale funebre si compie vestiti di bianco, forse per imitare i maghi che operano al cospetto di Ade, di cui si favoleggia splendore e lucentezza, o anche per solidarietà al morto, pallido nella sua bara. Il senso pragmatico del sociologo, prevale, però, quando si sottolinea con abbondanza di riferimenti la sobrietà del colore bianco, che ben si addice a chi, sottoposto ai colpi della Fortuna, non ha animo di perdersi nel lusso e nella futilità.
Leggiamo insieme il brano:

Διὰ τί λευκὰ φοροῦσιν ἐν τοῖς πένθεσιν αἱ γυναῖκες ἱμάτια καὶ λευκοὺς κεκρυφάλους;
Perchè le donne indossano durante i bianchi mantelli e velami bianchi?

Πότερον ὡς τοὺς μάγους φασὶν πρὸς τὸν Ἅιδην καὶ τὸ σκότος ἀντιταττομένους τῷ δὲ φωτεινῷ καὶ λαμπρῷ συνεξομοιοῦντας ἑαυτοὺς τοῦτο ποιεῖν;
Forse perchè dicono che i maghi, di fronte ad Ade, e opponendosi alle tenebre, fanno ciò rendendosi simili in fasto e luminosità?

H, καθάπερ τὸ σῶμα τοῦ τεθνηκότος ἀμφιεννύουσι λευκοῖς, καὶ τοὺς προσήκοντας ἀξιοῦσι;
Oppure, siccome rivestono con panni bianchi il corpo del morto, rendono degni anche coloro che sono (a lui) vicini?

Τὸ δὲ σῶμα κοσμοῦσιν οὕτως, ἐπεὶ μὴ δύνανται τὴν ψυχήν· βούλονται δ´ ἐκείνην λαμπρὰν καὶ καθαρὰν προπέμπειν, ὡς ἀφειμένην ἤδη καὶ διηγωνισμένην μέγαν ἀγῶνα καὶ ποικίλον.
Ornano così il corpo giacché non possono (adornare) l’anima: vogliono che quella vada splendente e pulita giacchè si è allontanata e ha combattuto una guerra lunga e difficile.

Ἢ τὸ μὲν λιτὸν ἐν τούτοις μάλιστα καὶ τὸ ἁπλοῦν πρέπει;
Oppure in queste circostanze conviene soprattutto qualcosa di sobrio e modesto?

Τῶν δὲ βαπτῶν τὰ μὲν καὶ πολυτέλειαν ἐμφαίνει τὰ δὲ περιεργίαν· οὐ γὰρ ἧττον ἔστι πρὸς τὸ μέλαν ἢ τὸ ἁλουργὸν εἰπεῖν « δολερὰ μὲν τὰ εἵματα, δολερὰ δὲ τὰ χρώματα. »
Alcuni dei vestiti colorati evidenziano lusso, altri futilità: infatti non è peggio dire del nero che del purpureo: “falsi i vestiti, falsi i colori” (cfr. Her. 3, 22)

Τὸ δ´ αὐτόχρουν μέλαν οὐχ ὑπὸ τέχνης ἀλλὰ φύσει βαπτόν ἐστι, καὶ μεμιγμένον τῷ σκιώδει κεκράτηται.
Il colore nero non è colorato dall’arte, ma dalla natura e, se è mischiato al buio, ne è anche vinto.

Μόνον οὖν τὸ λευκὸν εἰλικρινὲς καὶ ἀμιγὲς καὶ ἀμίαντόν ἐστι βαφῇ καὶ ἀμίμητον· οἰκειότατον οὖν τοῖς θαπτομένοις.
Dunque solo il bianco è un colore semplice e puro e incontaminato e inimitabile; adattissimo dunque per i sepolti.

Καὶ γὰρ ὁ τεθνηκὼς ἁπλοῦν τι γέγονε καὶ ἀμιγὲς καὶ καθαρὸν ἀτεχνῶς οὐδὲν ἀλλ´ ἢ φαρμάκου δευσοποιοῦ τοῦ σώματος ἀπηλλαγμένος.
Infatti anche il morto è diventato qualcosa di semplice e incontaminato e puro senza artifici, in nessun altro modo che privato del corpo, (come di un) elemento durevole.

Ἐν δ´ Ἄργει λευκὰ φοροῦσιν ἐν τοῖς πένθεσιν, ὡς Σωκράτης φησίν, ὑδατόκλυστα.
Ad Argo, come dice Socrate (di Argo, da non confondere con il celeberrimo filosofo ateniese, n.d.R.) durante i lutti portano cose bianche risciacquate con l’acqua.