Guillaume Musso Ti vengo a cercare Rizzoli, 2008 (pp.352)
Letto dal 13 al 14 novembre 2008 Voto:9
Abstract: Ethan è uno psicanalista ricco e affermato, popolarissimo grazie ai programmi TV a cui partecipa regolarmente. Ma quale prezzo ha pagato per arrivare fin qui? Una mattina come tante, il passato ha deciso di presentargli il conto. Al suo arrivo in studio, Ethan trova ad attenderlo Jessie, una misteriosa ragazzina che dopo avergli rivolto una disperata richiesta d’aiuto si toglie la vita davanti ai suoi occhi. Più tardi, uno strano tassista conduce un attonito Ethan al matrimonio di Celine, l’unico amore della sua vita, la donna che tanti anni prima lui aveva crudelmente tradito sparendo senza spiegazioni. Solo adesso Ethan capisce che, forse, il destino gli sta offrendo un’altra possibilità, l’occasione di rimediare ai suoi errori e riconquistare se stesso, Celine, la felicità. Sempre che non sia troppo tardi.
Breve commento: Sospendere l’incredulità per affrontare un viaggio doloroso e indifferibile dentro di noi. Ciascuno di noi è Ethan, il protagonista, e sta perdendo se stesso, attratto da fole e chimere. Che energia, che voglia di rinnovamento regala questa storia! Citazioni profonde, stile rapido, scene che cambiano vorticosamente e che ritornano…se questo libro avesse il successo che merita, sarebbe la rovina per i produttori di Prozac e affini
Frasi estrapolate dal testo:
“Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare: il suo passato non è semplice, il presente non è indicativo e il futuro non è che un condizionale” (J. Cocteau)
“Chi smette di esserti amico non lo è mai stato” (Esiodo)
“Bisognerebbe sempre credere che moriremo domani. E’ il tempo davanti a noi che ci uccide” (E. Triolet)
E’ l’amore che rende idioti o sono gli stupidi a innamorarsi?
La crepa attraverso cui si insinua la tristezza è quella attraverso cui hai lasciato entrare il mondo dell’apparenza e della futilità
New York è la città in cui ci si sente a casa propria quando non si appartiene a nessun posto
“Spesso si incontra il proprio destino sulla via che si è presa per evitarlo” (J. De La Fontaine)
E se tutti fossimo alla ricerca di qualcosa che possediamo già?

Benedetta Colella








