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Intervista ad Alberto Majrani

Majrani offre una nuova (e plausibile) chiave interpretativa dell'Odissea. Qui risponde in esclusiva ad alcune curiosità

Spiritoso fino al cinismo, appassionato e superbo, colto e poliedrico, Alberto Majrani, nel suo “Ulisse, Nessuno, Filottete”, rilegge l’Odissea in una inedita prospettiva. Ipotizza (e argomenta) che si tratti di un poema celebrativo per consolidare la dinastia regnante di Itaca (Penelope e Telemaco), legittimatasi, alla morte di Odisseo, con la messa in scena del suo (presunto) ritorno. Ad uccidere i Proci sarebbe stato Filottete, su commissione di Telemaco. In un prossimo intervento mi ripropongo di enucleare i motivi alla base di questa originale interpretazione dell’epica.
Majrani ha accettato di rispondere a qualche domanda per noi:

- Mi racconti la tua “folgorazione” di Damasco? Dove eri, attraverso quali sinapsi sei arrivato a Filottete?

Come ho scritto nel libro, e anche sul mio sito www.filottete.it , l’idea mi è venuta mentre stavo ripensando ad alcune considerazioni che si trovavano sull’Omero nel Baltico di Felice Vinci. Per verificare se le sue ipotesi rivoluzionarie erano plausibili mi sono riletto più volte, con traduzioni diverse, sia l’Iliade che l’Odissea. Poi, come faccio di solito, quando, per il mio lavoro di giornalista scientifico, esamino qualche teoria “eretica”, sono andato a cercare tutte le possibili obiezioni al suo saggio, senza riuscire a trovare niente di realmente convincente. Anzi, più andavo avanti, più mi rendevo conto che sulla “questione omerica” non c’era veramente niente di sicuro, ma solo una serie infinita di supposizioni che si scontravano inevitabilmente non solo tra di loro ma anche con la realtà e la logica. Nessuna certezza, anche se qualcuno tentava di prendere alcune affermazioni come “provate”, senza che in realtà lo fossero. E spesso anche dando mostra di parecchia spocchia ed arroganza, ed altrettanta superficialità e ignoranza! Cosa che naturalmente a me non piaceva affatto, ed anzi faceva aumentare la mia determinazione e la mia “ira funesta”! Tanto valeva, allora, andare a verificare punto per punto le idee “vinciane”, vedendo se alcuni di questi punti andavano corretti o perfezionati, cosa che ho fatto nell’appendice del mio libro. In particolare c’era poi la vicenda dell’Odissea: era possibile trovare una logica in tutto quel lunghissimo racconto, un unico filo conduttore che poteva essere sfuggito per tremila anni a tutti i lettori? Un lavoretto facile facile, non c’è che dire! Già Vinci aveva cominciato ad intuire la possibile soluzione: un mercenario ingaggiato da Telemaco per interpretare Ulisse e liberarsi dei Proci, e una lunga storia di mare per giustificare i tanti anni di assenza del Re dalla sua isola. E, finalmente, come nei più classici racconti romanzati di strabilianti invenzioni, l’idea mi è arrivata improvvisa alle tre di notte, mentre rimuginavo senza riuscire a prendere sonno: “Eccolo il mercenario, l’arciere zoppo Filottete, ora tutto è chiaro!”. Sulle prime pensavo che questa idea potesse servire per pubblicare qualche articolo sui giornali, ma poi mi sono reso conto che le evidenze a favore continuavano ad aumentare, e quindi era il caso di scrivere un intero libro. E così è stato.

Quali sono le tue letture abituali?

Sono laureato in Scienze Naturali, una disciplina che comprende quasi tutti campi della scienza. Inevitabilmente le mie letture sono più orientate verso gli argomenti scientifici, storico-archeologici e geografici. Leggo soprattutto articoli e saggi. Ascolto inoltre molte conferenze e divoro anche un sacco di documentari. Da bambino ho letto moltissimi romanzi d’avventure, approfittando della fornitissima biblioteca del nonno, e poi un po’ di classici. Sono decenni che non leggo un romanzo, ma da quel che sento in giro non mi sembra di averci perso molto!

Quale conferma ti ha lusingato maggiormente? E quale stroncatura ti brucia ancora?

Be’, intanto avere avuto la prefazione di un personaggio di prestigioso spessore culturale come Giulio Giorello è già di per sè un notevole riconoscimento. Sono poi arrivato in finale a due premi letterari, il Premio Firenze e il Premio Cesare De Lollis, dedicato al noto filologo abruzzese; niente male, considerato che sono gli unici ai quali ho concorso! Molti colleghi giornalisti e scienziati mi hanno fatto i loro complimenti, e anche parecchie persone comuni, cosa che mi ha fatto piacere perché mi ha dato la dimostrazione di aver scritto un libro adatto a tutti. Per quanto riguarda le stroncature, ho visto su internet che c’è qualche bel tipo che ha giudicato il mio libro “inutile”, senza peraltro averlo neanche letto. Se si trattasse solo di chiacchiere da bar non mi importerebbe più di tanto, il fatto è che questi gentiluomini e gentildonne devono a tutti i costi far sentire che sono importanti scrivendo a tutto il mondo di cose che neanche conoscono. Auguro a loro ogni bene, e tanto colesterolo in più. Mi consolo pensando a quante cose, dall’elettricità alla muffa sulle arance, sono state giudicate inutili a loro tempo. Per non parlare di tutti quei libroni su cui hanno dovuto sudare generazioni di studenti. Davvero inutilmente, dato che non arrivavano a nessuna soluzione, a differenza del mio. E non erano neanche divertenti da leggere!

Continui a studiare la questione o sei a caccia di nuove questioni su cui far luce?

Qualcuno ha detto che il mio saggio apre un’infinità di nuove prospettive sullo studio dell’antichità europea: sono perfettamente d’accordo! C’è solo l’imbarazzo della scelta: il periodo della protostoria, cioè quel lasso di tempo tra la fine della preistoria e la vera e propria storia, è ancora maledettamente incasinatissimo (scusate se uso un termine tecnico…). Posso dire di aver cominciato a sbrogliare un po’ la matassa, ora viene il bello.

Commenti dei lettori

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  • Jacopo Franchi

    05 Aug 2010 - 09:00 - #1
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    Ci auguriamo che il destino del libro di Majrani possa essere ben più splendente di quello che toccò ala muffa..

    Comunque io preferisco i libroni “che non portano a niente”, di quelli che pretendono di risolverti i problemi al prezzo di 10 euro.
    E leggo tanti romanzi, mentre resto lontano dalle conferenze e dai palcoscenici troppo illuminati. Sarà questa perenne oscurità che non mi fa vedere l’illuminazione di Majrani?

  • Jacopo Franchi

    05 Aug 2010 - 09:00 - #2
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    Ci auguriamo che il destino del libro di Majrani possa essere ben più splendente di quello che toccò alla muffa..

    Comunque io preferisco i libroni “che non portano a niente”, di quelli che pretendono di risolverti i problemi al prezzo di 10 euro.
    E leggo tanti romanzi, mentre resto lontano dalle conferenze e dai palcoscenici troppo illuminati. Sarà questa perenne oscurità che non mi fa vedere l’illuminazione di Majrani?

  • Alberto Majrani

    18 Aug 2010 - 15:33 - #3
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    Caro Jacopo, dalla muffa delle arance è nata la penicillina, che mi sembra una scoperta abbastanza splendente. Ti consiglio di spendere i 12 euro che costa il mio libro: sarà un ottimo investimento, visto che ti consentirà di evitare altre brutte figure

  • Alberto Majrani

    09 Jan 2011 - 14:30 - #4
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    Alle persone interessate segnalo che qui di fianco, nella sezione EPICA http://guide.supereva.it/greco/epica è possibile trovare anche la recensione al mio libro e quelle del libro di Felice Vinci. Altre recensioni, interviste, riassunti, si trovano cercando le parole chiave Filottete Majrani sui motori di ricerca, o sul sito filottete.it