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Medici in tournée

La tradizione del medico itinerante in Grecia

Accolti come rockstar, viziati come bambini, onorati come dei, i medici itineranti si spostavano da una città all’altra con un codazzo di discepoli e di ammiratori riconoscenti.
Mentre la maggior parte dei loro colleghi si stanziava in una città ed operava tra la propria gente, un po’ come i nostri medici curanti, i più dotati o i più curiosi si davano ad una professione itinerante, per poter soccorrere più pazienti e per poter apprendere nozioni e metodi di intervento.
Sono loro che permettono alla medicina greca di espandersi e trasformarsi in scienza, sono loro che, portando le novità dagli altri luoghi e assorbendo le caratteristiche di quello che si trovavano a visitare, danno carattere ecumenico alla medicina.
Sono consapevoli della loro abilità e chiedono adeguata mercede: Democede di Crotone, infatti, raddoppiò il suo onorario durante i tre anni vissuti in tour.
Ippocrate stesso fu un medico viaggiatore: lo dimostra la casistica delle Epidemie, che cumula eventi occorsi dalla Grecia settentrionale alle isole.
L’anonimo autore del trattatello Sulle acque, le arie e i luoghi, di grande interesse soprattutto etnografico per la varietà di popoli e usanze descritte, si rivolge appunto ai medici itineranti, a cui offre una griglia di valutazione della salute di un popolo, basata sull’esposizione ai venti e al sole, sulla natura delle acque e del terreno, sulla dieta e sulle condizioni generali di vita e sulla vivibilità del clima.
A riproporla oggi, risulteremmo tutti gravemente a rischio.