
Amelie Nothomb Causa di forza maggiore Voland, 2009 (pp.114)
Letto il 19 febbraio 2009 Voto: 8
Abstract:
Nell’esistenza di un individuo assolutamente normale irrompe l’imprevisto: uno sconosciuto sceso da una Jaguar suona alla porta di casa, chiede di fare una telefonata e viene colpito da infarto appena composto il numero. Un segno del destino? Un complotto? Una sfida? Baptiste Bordave non sta a porsi troppe domande e, ispirato anche da una vaga somiglianza con il defunto, si impadronisce dei documenti, dei soldi, della macchina e cambia vita per sempre. Romanzo d’amore? Storia di spionaggio? Manuale per estremisti dello champagne? Ancora una volta Amélie Nothomb sovverte tutte le regole del gioco letterario, e affascina i lettori con una vicenda avvincente ed eccentrica, in cui il culto per le bollicine dorate ha un ruolo fondamentale.
Breve commento: Piacevolmente sconclusionato, “Causa di forza maggiore“, con i dialoghi serrati e le preziose pillole di savoir vivre, ci proietta in un’esistenza lussuosa e satura di nulla, effervescente come lo champagne che in questo romanzo si consuma a ettolitri. Tutte le congetture del protagonista per giustificare la sua prodigiosa condizione si arenano di fronte a questo sublime trionfo del vacuo e dell’effimero
Frasi estrapolate dal testo:
Le menzogne hanno curiosi poteri: chi le inventa gli obbedisce.
Rimasi un po’ a letto a poltrire chiedendomi, per il gusto di preoccuparmi, se Sigrid avesse mantenuto la parola.
(dello champagne) Un beveraggio che la disseterà e le darà gioia ed energia, che risponderà all’appello del suo palato e la esalterà, che le renderà lieve la vita, restituendogliene tutto il gusto.
E’ una patologia intrinseca: quando un’ipotesi delirante mi attraversa la mente, invece di riderne, la devo prendere seriamente in considerazione. Come se il mio cervello non distinguesse il possibile dal desiderabile. E quando dico desiderabile, sono indulgente.
La villa è l’idea che le anime semplici si fanno del lusso. L’istinto completa “Villa dei miei sogni”. Tutte le ville lo sono. Una villa non ha finestre, ma vetrate. Detesto la funzione che hanno. La finestra serve agli abitanti di una casa per vedere l’esterno, mentre la vetrata serve agli abitanti di una villa per farsi vedere dall’esterno. La prova è che la vetrata arriva fino a terra: i piedi non hanno occhi per guardare. Si vuole solo mostrare ai vicini che belle scarpe si indossano, anche quando si sta a casa.
Curiosità:
L’etimologia di ametista è “che allontana l’ebbrezza”. Alla pietra preziosa in questione si attribuiva questa virtù. Gli ubriaconi dell’antichità non si separavano mai dalla loro ametista.

Benedetta Colella








