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Raffreddori imbarazzanti

Per i Persiani, divieto assoluto di soffiarsi il naso (e non solo)

Tra influenze ed allergie, quello dei fazzolettini di carta è oggi un business. Se il rimedio è comodo, se il fastidio è tollerabile, suscita ancora un certo imbarazzo partecipare alla vita sociale quando si è preda di un forte raffreddore; le preoccupazioni più diverse si sommano: non riconoscere più la propria voce, non riuscire a pronunciare le nasali con effetti anche comici sull’eloquio e soprattutto non riuscire a trattenersi dal soffiarsi il naso, nel continuo terrore che il rumore sia molesto e il gesto volgare per il prossimo.
Il nostro imbarazzo fu il tormento degli antichi persiani, ai quali era espressamente proibito (in un’epoca in cui freddo e gelo non erano osteggiati dai caloriferi) soffiare il naso in pubblico. Il divieto si estendeva alla secrezione di qualunque liquido umano: non si poteva cercare un bagno nei momenti di compagnia, né mangiare o bere fuori casa
Lo scopo di tanta pruderie non era certo da galateo: attraverso il controllo degli umori, l’uomo persiano si abituava all’autocontrollo e alla deprivazione. L’unico modo per espellere i liquidi corporali era infatti il sudore, che si procura solamente con la fatica e l’esercizio fisico.
Ce lo racconta Senofonte nella Ciropedia (VII, 8, 8 )

νόμιμον γὰρ δὴ ἦν αὐτοῖς μήτε πτύειν μήτε ἀπομύττεσθαι

Era categorico per loro (n.d.T. I persiani) non sputare né soffiarsi il naso.

Δῆλον δὲ ὅτι ταῦτα οὐ τοῦ ἐν τῷ σώματι ὑγροῦ φειδόμενοι ἐνόμισαν, ἀλλὰ βουλόμενοι διὰ πόνων καὶ ἱδρῶτος τὰ σώματα στερεοῦσθαι.

E’ chiaro che stabilirono queste cose non perché disprezzassero l’infreddatura nel corpo, ma perché volevano fortificare i corpi attraverso le fatiche e il sudore.

Νῦν δὲ τὸ μὲν μὴ πτύειν μηδὲ ἀπομύττεσθαι ἔτι διαμένει,τὸ δ᾽ ἐκπονεῖν οὐδαμοῦ ἐπιτηδεύεται
Oggi permane ancora (il dovere di ) non sputare né soffiare il naso, ma non ci si preoccupa più di sudare.