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Quello che non ci siamo detti

Il nuovo romanzo di Marc Levy

Marc Levy Quello che non ci siamo detti. Rizzoli, 2009 (pp. 318)
Letto dal 28 al 30 aprile 2009 Voto:7

Abstract: Julia Walsh si prepara a sposare il rassicurante Adam, l’uomo con il quale è placidamente fidanzata da anni. A pochi giorni dalla data fatidica, una telefonata dell’assistente di turno la informa che Anthony Walsh - per tutti brillante e invidiato uomo d’affari, per lei solo un padre distante e distratto - non potrà accompagnarla all’altare. Per una volta, bisogna ammetterlo, ha un’ottima scusa: è morto. Ma quando Anthony le compare inspiegabilmente davanti all’indomani del suo funerale, Julia si trova di colpo travolta da un’avventura sconcertante e meravigliosa: un viaggio nel tempo e fuori dal tempo che la costringe a incontrare davvero, per la prima volta, suo padre. A raccontargli verità fino a quel momento taciute perfino a se stessa, ad affrontare i nodi irrisolti della sua infanzia e a riscoprire la forza di un primo amore mai davvero dimenticato.

Breve commento: Una saga di sentimentalismo a buon mercato, propinato fra una battuta di spirito e una considerazione pseudofilosofica. Ci si può anche commuovere identificandosi nel padre frainteso e nella figlia incompresa o negli innamorati che, a dispetto del tempo e della storia, si ritrovano tali dopo diciassette anni di assenza; nel complesso, però, c’è qualcosa di stonato, forse nell’insistita levità con cui si archiviano temi importanti nel vivere umano esi devia il discorso proprio appena inizia a farsi interessante. Suggestiva, invece, l’ambientazione (l’unificazione della Germania, il confronto/scontro fra due modi diversi di concepire vita e libertà).

Frasi estrapolate dal testo:
Non riuscivo a versare neppure una lacrima: piangere sarebbe stato riconoscere definitivamente la realtà.

Il mondo è grande, ma l’amicizia è immensa

Ah, l’umorismo, che splendido modo di neutralizzare la realtà quando ci cade addosso!

La memoria è una strana artista, ridisegna i colori della vita, cancella la mediocrità per conservare solo i tratti più belli, le curve più emozionanti di ciò che è stato

La maggior parte degli uomini che colmano la propria solitudine intrattenendo un rapporto di complicità, ma senza attaccamento, con parole amorevoli, però mai parole d’amore, tutti questi uomini hanno paura di scoprire un giorno nella donna che frequentano “lo sguardo”[…]che fa credere che siamo follemente innamorati di voi.

Curiosità:
Una leggenda cinese narra che, se una persona salta in una pozzanghera in cui si riflette la luna piena, il suo spirito ti conduce subito da coloro di cui senti la mancanza.

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