Questo sito contribuisce alla audience di

Tutti i bambini tranne uno

Il capolavoro che nessuno avrebbe voluto scrivere: la tragedia di Philippe Forest

Philippe Forest Tutti i bambini tranne uno BUR, 2008 (pp.349)
Letto dal 22 al 25 aprile Voto: 10

Abstract: “Il lungo anno in cui morì nostra figlia fu il più bello della mia vita”. Una frase così, la può dire solo un padre: un padre sfacciatamente innamorato,arrogante, disperato, esibizionista, inerme, sarcastico, corazzato di tutta l’eloquenza della lingua francese. Philippe Forest racconta la vita e la morte di Pauline dal primo all’ultimo giorno. La intreccia e la fonde con la storia della letteratura: lascia che venga sbranata dalla letteratura proprio perché ha imparato che i corpi amati scompaiono, mentre le parole che verranno fabbricate dopo la morte non salvano e non abbelliscono nulla.

Breve commento: Picchia duro, Forest! Apre gli occhi e il cuore e li riempie di dolore. Sferza il sentimentalismo, inveisce contro quelle comode lacrime di compassione che si asciugano subito facendoci sentire più buoni, e costringe ad un viaggio ad Inferos che non si potrà mai dimenticare. La sola lettura delle avventure ora liriche ora buffe ora strazianti di Pauline e la sua famiglia annichila lo spirito. Non oso pensare a ciò che abbia significato viverle sulla propria pelle.

Frasi estrapolate dal testo:
(per chi muore) Il futuro non scivolerà più nel presente per diventare passato.

Nella malattia è contro se stessi che ci si batte, contro colui che dentro di noi vuole urlare per il dolore che sopporta, contro colui che cerca a tentoni il rifugio nella follia per smarrire finalmente la cognizione di ciò che gli accade, contro il panico allucinato del vedersi morire, e lo sconforto del trovare questo panico riflesso negli occhi di chi vi ama.

Quelli che devono morire non si salutano più. Il dolore gli crea incontro un provvido baratro sociale. Sono pochi quelli che ancora osano superare il fossato che le lacrime vi hanno scavato intorno.

Scrivere è vana magia, un impotente rituale d’inchiostro.

Adorabile, come tutti coloro che sono amati.

“Il genio è l’infanzia ritrovata a piacere” (Charles Baudelaire)

La compassione è ferocia mascherata.

Curiosità:
Victor Hugo, che perse improvvisamente la figlia Léopoldine e scivolò nella follia per il dolore, scrisse che avrebbe dato la vita intera pur di essere stato soltanto “un uomo che passa con sua figlia per mano”.