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Bruciante segreto

I tormenti dell'adolescenza in un magistrale romanzo di Stefan Zweig

Stefan Zweig Bruciante segreto Adelphi, 2007 (pp.113)
Letto il 13 maggio 2009 Voto:10

Abstract: Un gorgo di forze trascinerà Edgar, inquieto dodicenne in convalescenza nella stazione climatica del Semmering, dall’iniziale sete di amicizia al dubbio, al disinganno e all’odio: odio per una madre frivola e bugiarda e per il suo subdolo corteggiatore che, fingendo di essergli amico, vuole soltanto servirsi di lui

Breve commento: Un capolavoro assoluto. Uno di quei libri che vorresti non terminare mai per suggere emozioni da ogni riga. Zweig, in “Bruciante segreto”, offre una lezione magistrale su come si scrive e, soprattutto, su come si ama, si soffre, si cresce.

Frasi estrapolate dal testo:

Le arrabbiature materne erano state fino a quel momento sempre e soltanto sfoghi collerici dei nervi più che dei sentimenti, sfoghi rapidamente svaniti in un sorriso di pacificazione.

Il suo perfido silenzio corrodeva come un acido il loro buonumore, il suo sguardo guastava a entrambi le parole di bocca.

Nulla acuisce più l’intelligenza di un sospetto appassionato.

Un’ombra di noia, truccata da melancolia negli occhi scuri, aduggiava la sua esistenza e offuscava la sua sensualità

Sapeva di aver bisogno degli altri come smeriglio su cui dar esca ai suoi talenti, al calore e all’euforia del suo cuore, mentre da solo era frigido e inutile a se stesso come un fiammifero nella scatola.

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