Questo sito contribuisce alla audience di

I promessi sposi in dieci minuti

Un divertente minimusical degli Oblivion


Nella classifica dei classici più odiati trionfa spesso “I promessi sposi”.
Angariata dall’analisi testuali, incupita dai continui riferimenti alla poetica, tormentata dall’obbligo di memorizzazione e verifica, la lettura del capolavoro manzoniano appare ostica agli studenti ed è archiviata dopo i quindici anni come esperienza da non ripetere.
Personalmente, sono una convinta estimatrice del romanzo, di cui apprezzo le sottigliezze psicologiche e le sfumature stilistiche: solo cimentandosi con un’opera così complessa e meritevole si impara ad assaporare un testo.
Anche chi non concorda con me, converrà comunque che una lettura “nazionale” offre all’Italia un background culturale, un punto di partenza comune a tutti e quindi facile da rielaborare, alludere e citare.
Spopola sul web una mirabile riduzione in musical de “I promessi sposi” ad opera di un brioso gruppo emergente, gli Oblivion, che modulano la trama al ritmo delle canzoni più famose. Il testo scorre in sovrimpressione: la rielaborazione pungente e arguta è sottolineata dai ritmi famosi su cui si modula la parodia. Tra Don Abbondio che procrastina il matrimonio al ritmo di “Porta portese”, Lucia che confessa le avances di Don Rodrigo sull’aria di “Luci a san Siro”, Renzo che perdona il suo carnefice fischiettando “L’anno che verrà”, si ride per tutti i dieci minuti della performance.

Link correlati