Questo sito contribuisce alla audience di

Il bassorilievo di Eleusi

Una toccante descrizione di Gabriele D'Annunzio

D’Annunzio, paradossalmente, odiava viaggiare. Lui, estimatore così convinto dei pregi della velocità, soffriva terribilmente il mal di mare e non c’era viaggio, anche per terra, che non lo debilitasse di stomaco.
Eppure, pur di respirare l’aria ellenica, organizzò nel 1899 una piccola crociera nei luoghi in cui aveva alitato l’immortale spirito dei greci.
Così descrisse ad un amico il Bassorilievo di Eleusi, dopo averlo visto per la prima volta:

“La pietra è bionda, alabastrina, macchiata di rossastro, come di ruggine. Un grande e misterioso officio quivi si compie, a cui partecipa silenziosamente la vita universale. L’onda perpetua dei mari è nella chioma di Demetra; la curva dei monti, nel suo petto possente; la rigidità delle colonne sacre, nelle pieghe del suo peplo; la calma dei cieli superni, nella sua fronte pura; l’alito delle selve, nella sua bocca sinuosa; tutta la dolcezza del consentimento, nella reclinazione del suo volto; tutta la bontà del dono, nella sua destra semichiusa; tutta la sicurtà della tutela, nel suo braccio che si appoggia all’asta. Ella è la grande madre terrestre radicata nel suolo profondo che nutre la semenza sostanziale. Ambo i suoi piedi posano sulla terra. Ambo i piedi di Trittolemo posano sulla terra. L’adolescente è ignudo, la sua mano lascia cadere il lembo del vestimento. Egli svela la sua giovinezza e la sua forza a colei che dona. Nelle sue forme giovanili palpita già il presentimento della prossima fatica; nella sua mano levata ad accogliere, già si disegna il gesto del seminatore. Egli e la madre premono la terra, ne sento sotto i piedi ignudi la virtù immortale. Ma l’un dei piedi di Persefone è levato come nell’atto di chi sta per giungere o sia per partirsi. Le pieghe delle sue vesti sono interrotte, sembrano respirare lo spirito volubile dei venti. I suoi capelli di su le tempie si rivolgono verso l’occipite con il movimento della fiamma che sale. La sua destra si leva sul capo di Trittolemo contenendo l’ombra e la luce del destino.
Dinanzi a lei è la visione del mondo mutevole sotto l’occhio del sole. Dietro di lei è la tenebra del mondo sotterraneo ove le immagini delle cose terrene stanno immote nella bellezza immutata della morte.
Tacciono le labbra divine ed umane; ma un fiume immenso di armonia si diffonde, generato da ogni segno, e s’odono cantare, in una infinita lontananza, le fonti della Vita”

Argomenti