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Lo stile di Menandro

Scrittura raffinata e struttura elaborata


Tanto Aristofane fu provocatore nella ricerca di neologismi e di forzature stilistiche, tanto Menandro ricercò l’eleganza stilistica, modulando nel più puro atticismo trame dai contorni ironici più che mordaci.
Tutti parlano una lingua elaborata, corretta, come quella di cui solitamente fruisce il suo pubblico, fatto di Ateniesi raffinati, spesso piccoli proprietari terrieri, che altresì condividono il suo patetismo, i messaggi di mansuetudine e gentilezza, il mondo cortese e tranquillo delle pieces menandree.
Aristofane aveva composto commedie tramite la giustapposizione di scene comiche, poco legate fra loro, al solo fine della risata crassa. In Menandro, al contrario, sono prioritarie la coesione interna e l’unità d’azione. Per questo, le sue commedie sono strutturate in cinque atti di durata quasi equivalente, con molti rimandi fra l’una e l’altra scena, a dimostrazione di un labor limae continuo e meditato. Il verso, la metrica, il ritmo vengono poi, come corollario ad un testo che si distingue però per la sua storia, non per i suoi artifici stilistici.
Manca la verve, manca la folgorazione geniale di Aristofane, come ad Aristofane manca il gusto dell’intreccio, così marcato e vivo in Menandro.